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FIR E DINTORNI

INNOCENTI, LA RONDINE E LA PRIMAVERA

Si legge su AdNKronos che “le più importanti società venete di rugby sono scese in campo per sostenere ufficialmente la candidatura alla carica di Presidente della Federugby di Marzio Innocenti. Dal club Petrarca Rugby, al Rugby Rovigo Delta, dal Mogliano Rugby, al Verona Rugby e i Rangers Vicenza Rugby hanno firmato singolarmente la lettera a sostegno della sua candidatura, a firma dei rispettivi presidenti, in vista dell’Assemblea Generale Ordinaria elettiva della Federazione Italiana Rugby per il quadriennio Olimpico 2021-2024, convocata il 13 marzo”.

E chiaro che la mossa immediata dei competitor di Marzio Innocenti sia stata quella di leggere chi manca dall’elenco ma è innegabile per tutti, anche per loro, che un risultato del genere non fosse assolutamente nelle previsioni di nessuno. Perchè questo è il Veneto, un posto dove di solito gli “altri” hanno pescato, da fuori tutti hanno sempre scommesso sulla divisività di questo territorio, il Veneto è sempre stato un territorio di “caccia” e nemmeno una riserva, Gavazzi qui ci ha fatto tabula rasa.

Poche ore dopo l’agenzia già si sarà raccontato di una contro-lista di società venete pronte ad andare con Tizio e Caio, perchè questo è il Veneto che piace agli “altri”: profondamente diviso.

Innocenti raggiunge così un piccola grande successo, anche se gli rimane, anch’esso grande, il problema delle rondini.

La cosa che è più significativa è che il candidato veneto-livornese in verità all’unione totale del Veneto non ci ha mai creduto,  tanto meno ci ha mai davvero puntato.

Fu uno dei punti di scontro, nella passata competizione elettorale, fra questo spazio web e l’Innocenti. Da queste parti innamorati dell’unione territoriale, con i Dogi nel cuore, dall’altra il pragmatismo che il vero risultato da raggiungere fosse :” una larga parte del Veneto unita al resto d’Italia”. Quindi il progetto verrebbe prima dell’unione territoriale? Visto come sono andate le cose forse ha ragione lui. Ma è solo un “forse”.

Il Veneto è però, nonostante tutto, la regione con la più alta densità rugbistica, ogni anno si fanno le scaramucce fra i media di questa regione e quelli lombardi, gli ultimi hanno il maggior numero di tesserati ma solo di poche centinaia e hanno anche il doppio degli abitanti.

Quelle firme tutte insieme sono la prima sconfitta di Alfredo Gavazzi (Saccà, Vaccari…) perchè Alfredo Gavazzi e tutti i “suoi” hanno da sempre lavorato per spaccare il Veneto e lo hanno fatto talmente “forte” che la regione è diventata di fatto una entità a se. A suo tempo ci fecero pure un decretone.

Fa bene infatti ricordare che uno dei primi atti di Gavazzi & Co (Saccà, Vaccari….), quando prese il comando della Federazione, fu quello di separare il Veneto dal  Trentino Alto Adige e dal Friuli Venezia Giulia, sciogliendo il Comitato delle Tre Venezie, seguirono anche le proposte, mai passate, di affiliare Verona alla Lombardia e via così. Furono così create fuori dal  Veneto delle delegazioni (Trentino e Friuli) che in realtà, specialmente per lo svolgimento di campionati e tornei giovanili, non si sono mai davvero separate.

Quindi, se si pensa a tutto questo, vedere sullo stesso foglio la firma di Petrarca, Rovigo, Mogliano, Vicenza e Verona è una cosa già molto positiva, che poi su quel foglio ci sia anche la potenziale costruzione di un progetto comune e cosa ancora più importante. C’è solo da sperare che questa cosa a livello territoriale si allarghi, di numero ma soprattutto nei fatti anche e soprattutto dopo le elezioni. Ecco questa è la rondine che, facendo i migliori auguri alla candidatura Innocenti che ha unito in un progetto questi club,  sicuramente farebbe una gran primavera.

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