Stefano Franceschi: l’insostenibile pesantezza dell’autore

Posted on settembre 06, 2012, 4:47 pm
2 mins

Stefano Franceschi ha 52 anni, per vivere si occupa di ICT, ha una famiglia bellissima, colorata e decisamente ovale.

Dagli scaffali della vita, visionato il catalogo generale ha scelto due passioni, il rugby ed il nettare di bacco, un’altra invece se l’è trovata cucita addosso da sempre: lo scrivere. In questo senso “Il Nero il Rugby” non nasce per gioco ma per un incontro di passioni.

Stefano è un blogger e l’idea di raccontare il rugby, lo sport più bello del mondo, con le opinioni ed i commenti invece che con il mezzo informativo, perchè questo è “Il Nero Il Rugby“, è stata una grande sfida per la quale ha speso moltissime energie e valanghe di tempo. Ora che la sfida pare sia stata in buona parte vinta si tratta di vedere se e quanto può continuare.

Tenace ed innamorato, Stefano ama la buona compagnia la montagna e la cucina quando ai fornelli ci stanno gli altri. Vive nei dintorni di Padova, è nato a San Donà di Piave ed ha trasferito un pezzo di cuore in pianta stabile sulla Montagna Pistoiese nella piccola ed affascinante Gavinana.

Luigi Giussani è la lettura che lo accompagna ma moltissimi sono gli autori che sono passati per la sua divorante fame di libri, solo ultimamente messa sotto controllo,  e , tanto per conoscersi meglio, fra questi ci sono: J.R.R Tolkien , Bjorn Larsson, Philip Roth, Paolo Maurensig, Arto Paasilinna, Fedor Dostoevskij, Pavel A. Florenskij, Aldo Palazzeschi, Giovanni Papini, Giovannino Guareschi, Luigi Pirandello, Ezra Pound, Giuseppe Prezzolini, Marcello Veneziani, Mauro Corona……….. ed altri ancora .

Decisamente, fedelmente, testardamente e gioiosamente VIOLA nel calcio, nel rugby ha un amore imprescindibile ed irrinunciabile per il “suo” Petrarca Rugby.

Se vuoi contattarlo scrivigli a rugby@ilneroilrugby.it

 

3 Comments to: Stefano Franceschi: l’insostenibile pesantezza dell’autore

  1. Paolopaoletti

    novembre 21st, 2012

    Beh,tranne lo scrivere,la Fiorentina e Fedor Dostoevskij gli stessi identici interessi,anche i “neri”petrarchini…

    Rispondi
  2. sklerici

    marzo 12th, 2016

    complimenti per tutto, soprattutto la fiorentina. bel sito; mi domando se l’autore possa spiegare quello che succede in federazione alla luce del disastro degli ultimi dieci anni. perché il movimento cresce nei praticanti ma i risultati delle squadre (e soprattutto della nazionale) addirittura peggiorano? spero di non chiedere troppo.. saluti

    Rispondi
  3. novembre 4th, 2017

    Quando il cuore ispira e la mano scrive si percepisce un fresco senso di lealtà e visione del Rugby e Tu, Stefano, sei molto bravo a trasfondere l’unione di tali arti. Del resto tutti abbiamo un cuore la cui sagoma risulta palesemente ovale.

    Rispondi

Leave a Reply

  • (not be published)