6 settembre 2012

Stefano Franceschi: l’insostenibile pesantezza dell’autore

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Stefano Franceschi non è un giovanotto, molto di più: ha 51 anni, si occupa per vivere di ICT, ha una famiglia bellissima, colorata e  decisamente ovale.

Se la vita, per farsi amare, mette a disposizione degli accessori lui ne ha scelti due: il rugby ed il buon vino. Scrivere è una grande passione, per questo “Il Nero il Rugby” non nasce per gioco.

L’idea di raccontare il rugby, lo sport più bello del mondo, con le opinioni ed i commenti invece che con il mezzo informativo è stata una grande sfida per la quale ha speso moltissime energie e valanghe di tempo. Ora che la sfida pare sia stata compresa e, in buona parte, vinta, lo Stefano si sta chiedendo: e adesso? Cosa sarà allora “Il Nero Il Rugby” fra un anno? Chi lo sa? Ma soprattutto: ci sarà ancora?

Stefano vive nei dintorni di Padova, è nato a San Donà di Piave ed ha trasferito un pezzo di cuore in pianta stabile sulla Montagna Pistoiese a Gavinana.

Luigi Giussani è la lettura che lo accompagna ma moltissimi sono gli autori che sono passati per la sua divorante fame di libri, solo ultimamente messa sotto controllo,  e , tanto per conoscersi meglio, fra questi ci sono: J.R.R Tolkien , Bjorn Larsson, Philip Roth, Paolo Maurensig, Arto Paasilinna, Fedor Dostoevskij, Pavel A. Florenskij, Aldo Palazzeschi, Giovanni Papini, Giovannino Guareschi, Luigi Pirandello, Ezra Pound, Giuseppe Prezzolini, Marcello Veneziani, Mauro Corona……….. ed altri ancora .

Decisamente, fedelmente, testardamente e gioiosamente VIOLA nel calcio, nel rugby ha un amore imprescindibile ed irrinunciabile per il “suo” Petrarca Rugby.

Se vuoi contattarlo scrivigli a  rugby@ilneroilrugby.it

Comments

Paolopaoletti
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Beh,tranne lo scrivere,la Fiorentina e Fedor Dostoevskij gli stessi identici interessi,anche i “neri”petrarchini…

sklerici
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complimenti per tutto, soprattutto la fiorentina. bel sito; mi domando se l’autore possa spiegare quello che succede in federazione alla luce del disastro degli ultimi dieci anni. perché il movimento cresce nei praticanti ma i risultati delle squadre (e soprattutto della nazionale) addirittura peggiorano? spero di non chiedere troppo.. saluti

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