28 settembre 2011

PARLA VALASTRO PRESIDENTE DEL SAN GREGORIO CATANIA RUGBY (2^ PUNTATA) – RWC2011 E AZZURRI

Dopo le due battute sul “progetto” San Gregorio, sulla Sicilia ed il Sud ovale pubblicate qui continua la conversazione con Roberto Valastro, Presidente del club siciliano di Eccellenza. 

(Stefano Il Nero)  E’ in corso il RWC2011, trovate un aiuto da questo evento internazionale per la crescita del movimento locale? 

(Presidente Valastro) Sicuramente è l’evento di riferimento per il pianeta rugby, anche le persone non vicine a questo sport ne parlano, ma ancora bisogna lavorare tanto per avere un’attenzione costante da parte dei media nazionali. È importante attenzionare il rugby non solo in occasione del “Six Nations” o della Coppa del Mondo, ma partendo da chi fa dello sport dell’ovale una ragione di vita. In questi giorni, comunque, abbiamo ricevuto numerose richieste di giovani, intenti a seguire le partite mondiali, che intendono avvicinarsi al rugby. Certamente il rugby siciliano è molto penalizzato dalla mancanza di campi idonei e strutture adeguate.

(Stefano Il Nero) Piaciuta la Nazionale fino ad ora? Cambierebbe qualcosa?
(Presidente Valastro) Sì, mi è piaciuta soprattutto la mentalità e lo spirito di sacrificio degli azzurri. Cambierei soltanto la linea dei trequarti che non mi sembra idonea ai canoni del rugby moderno e comunque non tecnicamente allo stesso livello della mischia. E se lo dice un ex pilone e tallonatore… 
(Stefano Il Nero) Kirwan, Berbizier, Mallett… quale dei tre è il migliore per lei?  
(Presidente ValastroBerbizier: ritengo che il nostro modo di intendere il gioco del rugby sia molto più vicino ai quello dei francesi e non, invece, a quello dell’emisfero sud. Il nostro temperamento latino non credo si sposi con la loro mentalità

Dalla Sicilia quindi un bel “benvenuto Brunel” ed un ulteriore richiamo alle infrastrutture. Cosa ci andiamo a fare in Pro12 e Six Nations se i ragazzi attratti dal nostro sport non hanno i campi per giocare?
Domani l’ultima battuta con il Presidente Valastro.

(Fine 2^ puntata).
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27 settembre 2011

SAN GREGORIO CATANIA RUGBY , PARLA IL PRESIDENTE VALASTRO E PARLA CHIARO. (1^ PUNTATA)

il Presidente Roberto Valastro

Rosario Roberto Valastro detto Rudy è il Presidente del San Gregorio Rugby Catania, neo promossa in Eccellenza e novità a tutto tondo del massimo rugby italico. Un Presidente prolifico che ha al suo attivo, durante la sua guida della Società, ben quattro promozioni ma adesso, devo dirglielo con amicizia, più su di così è praticamente impossibile. Adesso Rudy Valastro fa il Presidente però nella sua vita ovale ha fatto molto di più, ha fatto il pilone ed il tallonatore (a lupu vecchiu nun si ‘nzigna la tana). Ho avuto un piacevole scambio di battute con lui, a domande chiare ho ricevuto risposte ancor più lampanti, ve le lascio in tre post,  uno al giorno da oggi con un grazie al San Gregorio Catania Rugby.


(Stefano Il NeroSan Gregorio in Eccellenza! Congratulazioni.  Il rugby del sud e soprattutto quello siciliano torna al vertice, cosa è cambiato nel rugby della vostra isola? 
(Presidente Valastro) Sostanzialmente, dopo anni di abbandono dei settori giovanili, noi del San Gregorio abbiamo capito che la vera forza delle società risiede proprio nella formazione dei giovani rugbisti. Sappiamo bene che non tutti – anzi solo alcuni – alla lunga riusciranno ad arrivare in prima squadra, ma solo se hai quantità puoi puntare sulla qualità. Inoltre è aumentato il dialogo tra le varie società siciliane, non a caso quest’anno giocheranno con noi due giovani talenti (uno, Mirko Amenta, già da due anni, n.d.r.) provenienti da società minori. Il mio sogno resta comunque quello di vedere la nostra città e la Sicilia protagoniste ai massimi livelli, con una super squadra in Top 10. Ovvero che le massime espressioni del rugby siciliano, San Gregorio Catania ed Amatori Catania possano dialogare tra di loro e lottare fianco a fianco per portare in alto il rugby isolano e del sud. Già del sud, perché i miei orizzonti vanno ben oltre lo Stretto di Messina. 

(SiN) Dovesse chiedere una cosa alla FIR per il rugby, in una parola, cosa chiederebbe? 

(Pres. V.)  Parità di condizioni per tutte le società. Noi del San Gregorio, a causa della nostra posizione geografica,  un po’ siamo isolati, spendiamo una cifra smisurata per le trasferte ed anche in fase di preparazione siamo penalizzati non potendo disputare un numero di incontri amichevoli valido e con squadre di pari livello!


(SiN) Per far crescere il rugby italiano deve cambiare qualcosa?
(Pres. V.) Si dovrebbero cambiare molte cose, ma soprattutto bisogna lavorare sui settori giovanili, l’impiantistica e la comunicazione, cercando di rendere più attraente ed interessante il nostro sport diffondendone gli alti valori morali.

Vedremo una franchigia siciliana? O addirittura una franchigia del Sud? L’idea è lungimirante ed in genere tutto il percorso spiegato dal Presidente Valastro qui sopra è  innovativo ma per arrivarci bisogna ingaggiare due escalation : vivaio ed impiantistica.
La FIR, per favore, ascolti.

(Fine 1^ puntata)
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