28 marzo 2017

IL SUPER RUGBY IN CRISI VA VERSO IL CAMBIAMENTO

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Insomma dai diciamolo, il Super Rugby si sta imbruttendo. Sono 18 squadre, divise in 4 conference, tutte pigiate in un  fazzoletto di calendario che ha di fatto ricostruito i campionati territoriali nazionali: le australiane con le australiane, le neozelandesi con le neozelandesi e via così. La cosa piace a pochi anche perchè molti scontri epici si sono persi, gli stadi soffrono la mancanza di pathos, tutta la prima fase del campionato per club del sud del mondo sembra più un tour che una vera competizione. Fosse tutto qui però allora sarebbe già facile, il problema però è anche tecnico.

Le cose non vanno e SANZAAR si è già espressa, ci saranno presto importanti cambiamenti. Inutile aspettarsi chissà quali idee, la formula attuale è già un gigante sordo e non ci sono altre giganterie in agguato ma solo una semplice, scontata e soprattutto ragionevole diminuzione dei team in competizione. Attualmente giocano il Super Rugby 5 squadre australiane, 5 neozelandesi, 6 sudafricane e poi le new entry, la franchigia giapponese (ma gioca anche a Singapore) e quella argentina. Queste ultime due sarebbero state il motivo di tutto questo disastro: tutti le volevano dentro il campionato, nessuno voleva però mollare il posto e così si è creato il mostro senza testa. Ora però qualcuno il posto lo dovrà lasciare perchè la crisi dell’evento Super Rugby ha spalancato le porte alle crisi di alcuni team che stanno tecnicamente ed economicamente in aperta difficoltà.

SANZAAR ha già annunciato l’arrivo di cambiamenti diverse settimane fa ma non ha ancora comunicato quali saranno con profondo disappunto della Federazione neozelandese che, per bocca del suo CEO Steve Tew, ha proprio in questi giorni sollecitato a mezzo stampa la chiusura ufficiale della questione. Le ipotesi si sprecano, qualcuno parla di un ritorno ad un Super 12 ma questa cosa sembra davvero inverosimile mentre più plusibile sembra il ritorno ai 15 contendenti con progressiva sparizione della formula per “conference”. I team che ci rimetterebbero il posto sarebbero sudafricani (2) ed australiani (1), la Nuova Zelanda, vera autrice di questa ulteriore riforma, si tiene i suoi 5 che, del resto, ha saputo amministrare bene anche in questo periodo più “magro”.

La vera questione che ha però mosso tutto questa azione di rinnovamento del rinnovamento è stato l’evidente calo del tasso tecnico delle partite. Questo più di ogni altra cosa ha infastidito gli addetti ai lavori. Attenzione però, la cosa non riguarda le “new entry”, una delle quali (i Jaguares argentini) è grande protagonista del suo “girone” (Africa 2), ma è ben più generale. La massificazione dell’evento e la sparizione di molti match “stellari” ha messo in evidenza alcune povertà tecniche.

Forse nemmeno nel favoloso Sud ovale ci sono abbastanza giocatori per gestire un campionato così grande ad un livello veramente alto. Sempre più infatti si nota che la ricerca della velocità non corrisponde alla precisione, troppi incontri sono davvero brutti, carichi di errori tecnici, pretenziosi sul piano degli skill, gestiti da arbitri che tralasciano pezzi interi di regolamento in funzione dello “spettacolo”. Troppo spesso oggi come oggi davanti ad una partita di Super Rugby a volte si notano più i laissez faire che non le prodezze tecniche degli atleti. Non tutte le conferences sono però allo stesso livello e questa differenziazione tecnica fra gruppi di squadre ha  ancora di più preoccupato gli organizzatori o almeno alcuni fra questi. La riforma ci sarà, questione di giorni e poi si saprà il futuro di uno dei campionati più belli del mondo.

Una riflessione però ci rimane. Allargare il rugby è una questione cruciale, vale sia per il mondo delle Nazionali (recenti le polemiche per gli spareggi di ingresso al Sei Nazioni) sia per quello dei club (il Pro12 in Europa è già un campionato “misto”) ingigantire alcuni tornei tradizionali non è una soluzione. Ancora una volta ci si trova ad ammettere che servono spazi “nuovi” per il nuovo Alto Livello, di questo il nostro mondo ovale ha davvero bisogno.

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27 marzo 2017

VIADANA PUNTA FORTE, FIAMME ORO FINALMENTE NERVOSE.

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Partiamo dai settatasette (77) perchè sono tanti, perchè siamo nel massimo campionato italiano e certe cose non si dovrebbero vedere, perchè non si può trasformare una partita di Eccellenza in un allenamento. Reggio non ha giocato partita a Padova, è vero che quelli in nero erano straripanti, che dopo ogni meta ripartivano come il tabellino fosse ancora a zero, ma le partite c’è modo e modo anche di perderle e gli emiliani non hanno dato l’impressione di essere scesi dal pulmann. Una nota su questo match va fatta anche a Riccardo Angelucci, arbitro toscano, il quale si è sicuramente ritrovato ad arbitrare una partita decisamente diversa da quello che si aspettava ma che se avesse voluto, ad esempio, evitare le due risse scatenatesi in campo, avrebbe dovuto continuare a fischiare con la stessa intensità per tutti gli ottanta minuti. Angelucci ha frainteso il significato, di solito positivo, di arbitro “invisibile”, cosa poco consona ad un fischietto di una grande scuola come quella di Livorno. Leggi tutto….

23 marzo 2017

ECCELLENTI PROIEZIONI

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San Donà in meta contro Reggio (Ph. V. D’Anna)

Quattro giornate alla fine della regular season e viene voglia di fare quattro conti in tasca alla nostra Eccellenza che tanto chi deve farsi venire i brividi lo sa già.

Stabilito che lassù in cima Calvisano, Petrarca e Rovigo se fanno i bravi non li tocca nessuno anche per loro ci sarebbe una cosina da dire. Leggi tutto….

22 marzo 2017

PILLOLE DI TRACOLLO: ZEBRE IN RIUNIONE, GEORGIA IN DISPERAZIONE

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GEORGIA, CI FACCIAMO QUATTRO RISATE? A pensarci non ci si crede, la Georgia ha perso il Rugby Europe Championship 2017, ha vinto la Romania battendo proprio i caucasici nel turno finale con un 8 -7 striminzito ma decisivo. La competizione che, diciamo la verità, oggi dalle nostre parti è ignota ai più, si tiene durante la finestra del Sei Nazioni ed è organizzata dalla federazione europea, vi partecipano appunto la Georgia, Romania, Russia, Germania, Spagna e Belgio. E’ un po’ considerato il sei nazioni di serie B. Da tempo la Georgia è il protagonista di questo “campionato” e così, quest’anno, preparandosi all’immancabile trionfo europeo, da Tblisi avevano messo in piedi tutto quel can can di cui tanto si è parlato in questi mesi per chiedere di entrare nel Sei Nazioni, quello vero, di fatto sostituendosi all’Italia. L’immancabile però è venuto meno, la regina è stata spodestata, il trionfo è diventato un tronfio flop di bassa lega, le idee di grandezza vanno in pensione. Adesso però, noi italiani siamo tutti autorizzati a scompisciarci dalle risate, povera Georgia, chiediamo licenza ai “valori del rugby” e giù risate perchè quando ci vuole, ci vuole. Chissà se i georgiani hanno imparato qualcosa, magari anche che “Annus producit, non ager”: è l’annata che riempie il granaio non il campo.

ZEBRE: CHIUSO PER RIUNIONE Comunicato stampa delle Zebre Rugby.”Parma, 20 Marzo 2017 –L’assemblea dei soci di Zebre Rugby ssd srl, riunitasi in data odierna, ha deliberato l’aggiornamento a martedì prossimo 28 Marzo al fine di terminare gli argomenti posti all’ordine del giorno”. A leggerlo ricorda molto quello precedente:”Parma, 24 Febbraio 2017 – L’assemblea dei soci di Zebre Rugby ssd srl si è riunita in data odierna ed ha deliberato la sospensione della seduta. La prosecuzione dei lavori dell’assemblea è fissato per il 4 Marzo p.v. quando la stessa è stata riconvocata”. E’ chiaro che dal 4 marzo si era passati al 20 dello stesso mese ma c’erano anche delle puntate precedenti, molto simili a queste due ma chiediamo pietà e ci si ferma qui. Ma quante cose si devono dire questi qui,asserragliati in una interminabile riunione che contano la cassa che non c’è? Avevano chiesto un milione di euro per finire la stagione e, si è capito, da soli non lo hanno trovato. Forse tutti sappiamo chi ce l’ha, la domanda è: glielo darà? Al mondo si è visto di tutto, quelli che si chiudono in bagno, quelli che si chiudono fuori casa, quelli che si chiudono nella botte e si fanno rotolare, quelli che si chiudono in se stessi, alle Zebre si sono chiusi in riunione. Fra chi è avezzo alle riunioni aziendali c’è un detto denominato Legge di Hendrickson che dice:”Se un problema causa molte riunioni, alla lunga le riunioni diventeranno più importanti del problema“. Eccola là, la Zebra.

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21 marzo 2017

BILANCIO, SEGRETI & SILENZI. LA LETTERA DI ZAFFIRI

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Il Consiglio Federale ha approvato il Bilancio Preventivo 2017, che evidenzia un risultato positivo per euro 604.898,18 (seicentoquattromilaottocentonovantotto,18 euro)“. Tutto qui, quest’anno andremo bene, si pensa, come andrà davvero non lo sapremo forse mai, i bilanci FIR sono da sempre un grande mistero, quella che comunemente tutti noi chiamiamo “trasparenza amministrativa” in FIR è segretata insieme ai Bilanci. Leggi tutto….