Partiamo dalla partita clou, una gran partita davvero.

DERBY D’ITALIA che vince il Petrarca, senza pubblico ma con una tensione in campo di quelle potenti, una sfida in piena regola, sentitissima da entrambe le squadre, insomma era davvero il derby di sempre. Alla fine della partita, nel tripudio tuttonero, Vittorio Munari dirà che i petrarchini hanno portato quella maglia come non si vedeva da tempo ed è difficile dargli torto: se si pensa che i padovani hanno giocato con ben 11 giocatori su 23 esordienti in questa sfida, la cosa la dice lunga su cosa significhi davvero “appartenenza”. 

E’ stata una battaglia fra due difese fortissime, più portata a far retrocedere l’avversario quella rossoblù, più portata a contendere il punto quella del Petrarca, alla fine sarà quest’ultima la tattica che detterà legge con una seconda e terza dei padovani che salirà in cattedra.

Bello ed aperto il gioco del Rovigo per larghi tratti del match anche se visibilmente Antl-dipendente, ma troppi falli e soprattutto una gestione della palla assolutamente prevedibile per una mediana nel suo complesso poco incisiva. Un Rovigo già visto, meglio sia in mischia che in touche rispetto all’avversario ma sterile, indeciso ed a volte troppo muscolare nel post-piattaforma di gioco.

Il Petrarca  gioca a portare sempre una gran pressione sugli avversari,  così il  secondo tempo verrà quasi totalmente dominato dai padovani con un gioco  di total press  che fa vedere, tra l’altro, diverse sbavature ma anche una grande condizione atletica. Tantissimi i placcaggi, giocatori sempre con un movimento da fare su ogni azione-reazione avversaria. Notevole.

La ripresa è tuttonera tranne gli ultimi minuti con i padovani costretti a difendersi duramente sui cinque metri dai pick & go degli avversari, ma la spuntano. Il derby delle “difese” vinto in difesa. Zero mete nel match, calci che trovano un Lyle in giornata decisamente “si” (6/6 al piede), non la stessa cosa dalla parte opposta. La vittoria del Petrarca arriva, bisogna dirlo, dalla panchina: perfetti sia in termini di sequenza che di tempestività i cambi fra i primi otto che denotano una gran lettura della partita da parte dello staff tecnico Marcato-Jimenez. Efficaci anche coloro che sono entrati in campo (potenti i pochi minuti di Ghigo).

In generale un Rovigo che denota una tenuta del campo di gran livello ma una mancanza di automatismi e scelte alternative in attacco, subisce l’avversario entrato in campo forse con qualche convinzione in più. Cozzi e Lubian i migliori, il secondo sempre stellare, la prima linea, nonostante una certa supremazia deve giocare meno “da sola. Casellato alla fine si prende da solo più colpe di quelle che ha, se la metta via, era un Derby, anzi, “il” Derby.

Il Petrarca ha due nomi sopra tutti e sono entrambi padovani, Nostran e Broggin ma Galetto e Bonfiglio sono in gran spolvero. La mischia ordinata non fa miracoli (ci pensa Tebaldi che è due spanne sopra un mediano di mischia medio di Top10) e le touche sono tanto sporche, c’è lavoro da fare ma alla fine con una cerimonia bonaria (che invece andrebbe istituzionalizzata e gestita) la Adige Cup rimane nelle mani del Presidente Banzato che se la riporta a Padova.

Arbitra discretamente bene un Vedovelli presente ed in buon assetto da derby ma soprattutto coraggioso. Perchè non deve essere facile fischiare un match di quel tipo senza il supporto degli assistenti di gara, L’uomo con la bandierina è stato il grande assente di questa partita tanto che ci fa dire che, se non deve fare nulla oltre a passeggiare sulla riga laterale, è inutile farlo arrivare , che ne so, da Ferrara, che con un giro fra Villadose e Stanghella qualcuno si trova e ce la caviamo lo stesso.

MOGLIANO CONVINCENTE Ma chi è questo Mogliano che batte così bene il Colorno che si era guadagnato i titoli la scorsa settimana? La creatura di Costanzo sta prendendo ben forma, è il solito gioco fatto di tanta corsa e la spinta giusta in mischia, qualche svarione in difesa ma molta aggressività, specialmente sul drive. E’ un Mogliano sorprendente per un certo ordine che riesce a dare alla sua dimensione di gioco, il buon coordinamento fra i reparti. Trova una meta di forza ed una di corsa con un Derbyshire che fa faville per tutta la partita anche se, da queste parti, il super-man del Mogliano è sempre quello scalmanato di Guarducci: quando si muove fa sempre paura. Comunque Costanzo ha anche il piede  di Ormson e la verve di Sutto.

Quelli di Colorno sono fragili in difesa e poco convincenti in fase di costruzione, come se il sogno fosse già svanito. Si chiama continuità, ci vuole anche quella per stare bene a questi livelli.

Per gli altri match il Calvisano è sempre in vantaggio, Reggio Emilia viaggia fra le indecisioni, Manghi avrà già rivisto la partita e forse avrà anche notato che la formazione del secondo tempo con Majstorovic e Favaro è più convincente. A volte, quando se ne hanno troppi, fare la formazione è difficile, magari è più facile sbagliarla. Sarà per la prossima. Nel Calvisano giocano i Nazionali, Trulla incluso che evidentemente snobba le Zebre e preferisce andare contro il Valorugby: sempre più conflitto di interessi.

UN APPELLO AL SILENZIO Un appello a tutti quelli che sul web e nei commenti da bar sparlano e scrivono che il Top10 è un brutto campionato. Su di loro scriveremo un giorno una puntata esclusiva ma capita oggi aver voglia di mandarli a quel paese. Anche perchè la maggior parte di loro non vede una partita di questo campionato da anni, tecnici e los federales inclusi, pure dell’Alto Livello (o forse solo dell’AltRo Livello). Questo nostro massimo campionato italiano ha i suoi pesanti difetti, ma ogni settimana, nonostante sia fatto da dilettanti, procura un paio di match assolutamente gradevoli ed anche di più che, se vi fermate  a Parigi o al bar di Parma, non li vedrete mai. Se è così, ed è così, se siete assenti, e lo siete, allora state almeno zitti.  

Peroni TOP10 – VI giornata – sabato 12.12.20
Mogliano Rugby 1969 v HBS Colorno 24-8 (4-0)
Valorugby Emilia v Kawasaki Robot Calvisano 17-20 (1-4)
Femi-CZ Rovigo v Argos Petrarca Padova 12-18 (1-4)
Lazio Rugby 1927 v Sitav Rugby Lyons 0-28 (0-4)
Rugby Viadana 1970 v Fiamme Oro Rugby – rinviata

Classifica: Femi-CZ Rovigo** punti 15; Mogliano Rugby 1969** punti 13; HBS Colorno** e Kawasaki Robot Calvisano** punti 10; Argos Petrarca Padova**** e Sitav Rugby Lyons* punti 8; Rugby Viadana** 1970 punti 6; Fiamme Oro Rugby***  e Valorugby Emilia**** punti 5; Lazio Rugby 1927**** punti 0
*partite in meno