Le nostre franchigie lo scorso fine settimana hanno perso entrambe e non è una novità. Hanno perso male entrambe e non è una novità. eppure la differenza fra le due è stata abissale.

Le Zebre ne hanno presi in casa 47 da un abbordabilissimo Connacht giocando circa venti minuti e poi spegnendosi nel match. Alla fine i federali hanno fatto dodici punti e una brutta figura.

La Benetton ha dominato a casa degli Ospreys, quando però mancano venti minuti circa ed è avanti 22 -10., tutto cambia. Finirà 24 -22 per i gallesi che giocano le fasi finali con un uomo in meno ma con tanto rugby in più. Una figuraccia.

Le differenze? Certamente il risultato e lo schema della partita ma prendiamoci due minuti per vedere come le due franchigie hanno affrontato il match: guardiamo al XV entrato in campo.

Le Zebre avevano in campo dieci ragazzi di formazione italiana, età media 25 anni, fra loro una prima linea tricolore, cinque giocatori di formazione straniera di cui unico Sisi dal giro della Nazionale. In panchina molte promesse del nostro rugby, sei su otto italiani.

La Benetton è entrata in campo con nove giocatori stranieri su quindici, di cui due del giro della Nazionale. Gli italiani della Benetton erano sei per una età media di 26 anni e mezzo ma soprattutto un totale di 104 caps azzurri . Due argentini ed il nostro inglese nazionale in panchina più cinque italiani fra i quali Sgarbi e Sarto.

Si può fare brutta figura in tanti modi ma il punto di partenza significa qualcosa. E pure pesa.

Potremmo andare avanti a statistiche ancora parecchio, magari prendersi anche le altre partite, verificare lo stile ed il posizionamento rispetto al campionato delle due franchigie ma forse la sola breve lettura qui sopra mette già bene in luce come le strategie ed i modi di affrontare il Pro14 di questi due team siano completamente opposti.

Perdonate l’ardire se da queste parti fa strano che due franchigie che nascono per lo stesso motivo (vi si lascia autonomamente ripetere a memoria quale sia), che per lo stesso identico motivo prendono entrambe milionate di euro dalla stessa Federazione, che convivono con la stessa Nazionale e… potremmo andare avanti così per parecchio,…due franchigie così uguali possano (ovvero li sia concesso) fare cose così totalmente diverse.

Due “franchigie” uguali e diverse. E poi noi pensiamo, ormai quasi in forma di pregiudizio,  che ce ne sia una che fa le cose per bene mentre l’altra non è capace. Siamo sicuri sia proprio così?