Sudafrica : Città del Capo

Ogni volta che finisce il Sei Nazioni e noi italiani si fa la solita figura un po’ impastata qualche buontempone ci minaccia di “cacciata”, uscita compensata o altre formule stravaganti che ci vedano fuori dal torneo europeo. Anche quest’anno immancabilmente è andata in onda una cosa del genere: questa volta, l’idea che un altro team sostituisse la nostra Nazionale nel Sei Nazioni, si chiamava Sudafrica.

La cosa è stata smentita, ovviamente, dal Sud è arrivato il giuramento di fedeltà al “The Championship” e tutto è passato in cavalleria. Ma è davvero così?

Insomma la proposta Sudafrica al posto dell’Italia nel Sei Nazioni era così sgangherata?

I sudafricani condividono in Europa già un torneo, il Pro14, hanno una dimensione di contatto con l’Europa molto più facile che non con le isole del Pacifico  e lo speculare campionato per Nazioni del Sud gestito da SANZAAR è in crisi.

Inoltre lì al Sud la Nuova Zelanda pensa sempre di più alla partenrship con le Isole del Pacifico piuttosto che alla creazione di selezioni isolane di alto livello, alla collaborazione con il forte e ricco Giappone, pensa agli USA dove la Federazione ha fatto flop ma non la lega dei club che gestisce un campionato che ora ha dodici team professionistici, dal Texas allo Utah, dalla California alla Louisiana e tocca già il Canada.

Poi c’è l’Argentina, il partner del “four nations” più vicino al Sudafrica, dove però il blocco delle attività ovali e la pesante crisi economica sta falciando anche il nostro sport e dove la UAR ha già dato forfait su diversi punti anche se su altri cerca di resistere per non farsi rimandare troppo indietro da questo momento storico così difficile.

Insomma lì nel sud del mondo ovale il Sudafrica vive una forma di marginalizzazione in parte anche voluta.

Proposta sgangherata allora? Forse no. Certo ora tutti dicono che una proposta del genere non ha motivo di essere ma vorrei vedere le risposte se fosse arrivato un invito ufficiale da Londra fin giù fra Johannesburg e Città del Capo cosa avrebbero detto i nipotini di Mandela.

Certo che l’Italia ovale ogni giorno che passa è sempre più nel mirino, i tempi di certi passaggi (minacce) sono inevitabilmente lunghi, ma prima o poi qualcuno potrebbe voler premere il grilletto.

Intanto la Georgia, che pensavamo esserci messa alle spalle, giocherà la Autumn Nations Cup esattamente come noi (ancora tu, ma non dovevamo vederci più?) il Sudafrica ha chiesto al Board del Pro14 altri spazi per altre sue franchigie da inserire nel campionato europeo. La Russia ha presentato uno dei suoi dirigenti per l’elezione alla Presidenza di Rugby Europe e cominciare così la scalata all’Europa. Dove l’unico posto “difficile” è il nostro.

Tutte fantasie? Vi ricordate quando il Giappone ci guardava da lontano laggiù…. e ora è lontano lassù?

Torniamo un attimo al mondo sudafricano per ricordare a noi stessi che il mondo del rugby ci propone schemi sempre più “liquidi”, chiaro che la SARU (South Africa Rugby Union) non va a raccontare le proprie strategie nè al magazine italiano nè al suo consigliere federale più presuntuoso o ammanicato. Ma queste strategie esistono eccome e noi non possiamo escludere in alcun modo che queste nel medio periodo non giochino contro di noi.

La FIR è avvisata. Da un pezzo ormai.