Nonostante le partenze e ripartenze che il rugby sta tentando in questo periodo difficile pare evidente a tutti che quanto riesce ad arrivare non è e non sarà per parecchio tempo una situazione normale. Comunque va bene così. Questo è il massimo che si può e va fatto.

Nemmeno i professionisti riescono a garantire coerenza tecnica, in questo contesto sono arrivate lo scorso fine settimana le vittorie nelle coppe europee delle due inglesi, Bristol in Challenge e, bellissima, Exeter in Champions. I match di finale, la stessa composizione delle finali, sono stati condizionati da fattori esterni fatti di tamponi e referti medici. Una cosa difficile da digerire ma comunque un pezzo di realtà.

In un contesto simile ha provato a ripartire il rugby italiano, la Coppa Italia ha giocato due match in meno, anche quelli sono stati rimandati per motivi sanitari. Molto bene che, anche in Italia, nonostante le differenze con il rugby inglese e francese, si sia riusciti ad evitare due incontri che non si dovevano giocare. Anche questo è un pezzo di realtà.

Immergersi nella realtà con questo metodo è però un modo di guardare solo al presente, che va bene, evviva e meno male che c’è quello che c’è ma non basta. Il presente non è sufficiente.

Perchè la realtà è oggi ma, mentre qualcuno tenta di rimettere in piedi l’esistente, il compito di molti altri e di tutto lo staff decisionale e dirigente del rugby a tutti i livelli dovrebbe essere quello di programmare la ripartenza vera che sarà fra qualche mese. E’ allora che avremo più macerie che altro, è per quel giorno che dovremo aver pronto un ampio piano di ricostruzione. E’ a questo che da questo spazio web si sta tentando, con passione, forza, a volte vis polemica, di dare una vera spinta.

Se i professionisti giocano non ci deve bastare, il rugby di base è in pericolo e senza quello il domani non c’è. Il primo è un presente che ci serve ma non è sufficiente senza il secondo. Ci sono tantissime cose che si possono fare per concentrare le nostre migliori risorse e creare progetti di sviluppo. Vi si spara degli esempi. Volete quattro esempi? Eccoli.

Piacerebbe prima di tutto vedere, ad esempio, una bella schermata di Zoom con tutti i presidenti di Comitato regionale o territoriale riuniti in una sorta di Stati Generali di base per esplorare nuove soluzioni. I cervelli solitari chiusi in FIR hanno ampliamente dimostrato i loro limiti. Facciamo parlare il territorio.

Piacerebbe vedere riposte vere a proposte azzardate messe sul tavolo:  è meglio che il ragazzino stia a casa o è meglio un torneo di flag rugby? L’allenamento senza contatto può avere delle integrazioni con i colleghi della Federazione di Atletica Leggera fino a delle competizioni di tenuta atletica su skil tipicamente ovali? Può essere questo il periodo migliore per fare continui e ripetuti corsi di aggiornamento alla classe arbitrale magari tutti i fine settimana visto che non sono in campo? Sempre per questi ultimi possiamo utilizzare i migliori Coach o i migliori fischietti del nostro rugby per formarli visto che questi ultimi non sono in campo? A proposito non è questo il momento migliore per sviluppare intensi corsi di aggiornamento per i Coach? Quando ripartiremo perchè non farlo dalla scuola, dalle singole scuole? Stiamo studiando un piano di comunicazione per quando si potrà ripartire davvero, che quel giorno la “concorrenza” sarà tanta?

E poi tante e tante tante altre cose più o meno piacenti o piacevoli ma cose che guardano avanti. Questo ci serve.

Piacerebbe insomma che qualcuno ci raccontasse cosa c’è oltre questo presente. Che non ci basta. Per questo da qui  non si smetterà mai di puntare il dito contro il silenzio di questa FIR che ci propina il Sei Nazioni del prossimo sabato come fosse una soluzione. Mentre invece è solo un bellissimo pezzo di presente. Che non ci basta.

Guardare oltre il presente. Per il nostro rugby.

2 Comments to: IL PRESENTE NON E’ SUFFICIENTE

  1. Robi

    ottobre 19th, 2020

    Ma.. Sai che ultimamente scrivi delle cose accettabili. Cosa è successo? Ti ricordo che ritoccare i commenti al tuo articolo è scorretto e molto maleducato. Avanti così.

    • ottobre 19th, 2020

      Ehi Robi in quanti commenti hai scritto la stessa cosa? Allora questa volta ti rispondo e pure pubblicamente!
      Quindi ti ricordo che il proprietario di questo spazio web sono io e qui dentro le regole le metto io. In particolare : se qualcuno scrive offese a Tizio o Caio, io lo cancello, se qualcuno si nasconde dietro nomi finti ed e-mail non rintracciabili io lo cancello, se qualcuno scrive cose che portano solo derisione verso Tizio e Caio e nulla di costruttivo io lo cancello. Lo sai perchè non cancello questo commento: perchè è troppo divertente dire ai leoni da tastiera come te che se voglio io li cancello.