Francesco Zambelli

Il Presidente Zambelli minaccia di lasciare il Rovigo Rugby a fine stagione, lo ha detto qualche giorno fa, alla festa del suo club per l’inaugurazione di questo stranissimo nuovo anno sportivo 2020/2021.

Non è la prima volta, anzi è un refrain che conosciamo bene. Una cosa del genere Francesco Zambelli l’ha fatta rimbalzare talmente tante volte che quasi non fa più notizia ed è proprio questo il problema, perchè le motivazioni saranno pur sempre le stesse ma sono invece stramaledettamente serie.

La motivazione: “Non tollero che il nostro rugby sia relegato alla Serie B per colpa di una federazione che non salvaguarda le società di Top 10″. Sempre la stessa vero? Del resto è la motivazione più plausibile che può portare un investitore nel rugby, uno che mette risorse nel mondo gestito dalla FIR.

Già la FIR, una istituzione che, va detto, più che ascoltare ha spesso operato per “ostacolare” Rovigo, i suoi massimi leader hanno tessuto cordate rodigine che potessero a Zambelli, più che una mano, dargli fastidio.

E’ così che lo Zambelli, che forse ha tanta ragione quanto è lamentoso, ha detto a tutti che presto toglierà dal piatto del nostro rugby la cifra in euro che fa vivere una delle piazze più rugbistiche d’Italia.

Francesco Zambelli ha chiesto tante volte di alzare il livello del massimo campionato italiano, ha chiesto di farlo diventare la punta di diamante del nostro rugby, dalla FIR non ha avuto nessuna soddisfazione. Anzi la FIR ha realizzato un progetto che va esattamente nella direzione contraria. Che senso ha allora investirci dentro? 

Francesco Zambelli è lo stesso Presidente però che invece di essere il principale attore della costituzione della Lega dei Club, una possibile risposta alla sua richiesta, ne è stato uno degli scettici. Questo non depone certo a suo favore.

Quando Francesco Zambelli parla della incuria con cui la FIR tratta il massimo campionato italiano ha ragione e lo sanno bene pure i suoi “non-estimatori”. Lo sa anche la super plenipotenziaria di Alfredo Gavazzi in polesine Susanna Vecchi che, da rodigina, siede niente meno che nel Consiglio di World Rugby, ma per Rovigo questo significa gran poco, per il Top10 forse ancora meno. Anzi, forse un bel niente. Lo sa anche il potente inamovibile Dirigente FIR polesano Carlo Checchinato, mai risultato sul radar in aiuto al Presidente del Rovigo e tanto meno, da dirigente di marketing e commerciale FIR, su quello di Eccellenza e TOP10.

Grazie di tutto Susanna e Carlo!” Penserà forse qualcuno fra l’Adige ed il Po’.

Vada come vada speriamo non vada che un altro Presidente, finanziatore del nostro rugby, ci lasci davvero, esaurisca le scuse per rimanere, si alzi e lasci lo Stadio Battaglini senza il sognatore che gli serve.

Ma questa FIR sappiamo che ama bastare a se stessa, è una struttura ricca ed elefantiaca, sente di non aver bisogno di nessuno e concepisce il rugby italiano come una palla al piede. Come può interessarle che resti con noi un investitore se le è scomodo?

Allora Zambelli che fa: va o sta? Mah, chissà. E per il rugby italiano da serie B che si fa? Mah, chissà.

Il Presidente Zambelli dice sempre le stesse cose? Non è colpa sua se gli altri sono capaci solo di far silenzio.

One Comment to: LO ZAMBELLI CHE NON SA FARE SILENZIO (MEGLIO COSI’)

  1. Tomas de Torquemada

    ottobre 14th, 2020

    Il Paese della lacrima! Invece de”piansar masa” uscite costituite una “union des entreprises” date vita ad una bella franchigia e bussate al ProD2 se vi accettano! Il Saluzzo nel XIII ha tirato fuori le “ghiande” …