Le squadre italiane di Pro14 perdono entrambe due match su due e il clima è sempre quello delle sconfitte onorevoli

Quanto costa una partita persa, un match dal risultato negativo, una sconfitta in campo? Come una vinta, potrà dire qualcuno. Invece no. Costa molto, molto, molto di più.

Se in queste settimane da queste parti ci siamo dedicati a vedere quanto costano in euro sonanti le due formazioni italiane che giocano da professionisti in Pro14 con i soldi della Federazione (leggi QUI delle Zebre – leggi QUI della Benetton) oggi si vuole solamente sottolineare quanto costano davvero due squadre che perdono, che perdono da dieci anni (Zebre 2012)

Giocare una partita ha lo stesso costo sia che si perda o che si vinca? Molto di più nel primo caso perchè, anche se i costi diretti restano gli stessi, i costi indiretti aumento, non parliamo poi dei ricavi non sopraggiunti che, per crescere o almeno provarci, in qualche modo vanno poi coperti.

Facciamo solo alcuni banali esempi: se la franchigia perde meno persone la seguono e i suoi match in video valgono molto meno, gli sponsor nicchiano, l’ambiente non cresce e diminuiscono perciò  le opportunità di miglior gestione della Società (minori ricavi). Se la franchigia perde diminuisce l’attrattiva e l’interessamento verso il nostro sport, è più difficile fare reclutamento a livello di base (non si portano ragazzi a giocare a rugby raccontando delle “sconfitte onorevoli”)  ed anche scegliere nuovi talenti. Questi poi costano di più perchè scelti fra un numero minore di atleti poi serve maggior tempo e maggiori sforzi per accrescerne le qualità tecniche (quindi maggiori costi).

Sulla questione dei costi che indirettamente tutto il rugby paga  per aver investito su squadre professioniste che perdono si potrebbe scrivere a lungo. certo è che gli errori nell’alto livello in questo senso si pagano da Bolzano a Catania senza sconti per nessuno.

Una squadra che perde costa di più del suo costo reale perchè per farla crescere bisogna investire nuove risorse che, viste le sconfitte, non arrivano dal mercato o da grandi nuovi investitori privati.

Le due franchigie che perdono fanno costare di più anche la Nazionale e questo è il prezzo più importante. Perchè anche la Nazionale non riesce poi a vincere e non riesce ad avere sponsor adeguati, visibilità positiva in Italia e all’estero. Anche questo è un prezzo da pagare che la FIR e tutto il rugby paga dopo dieci anni di sconfitte.

Queste sono le responsabilità che si assumono le due squadre professionistiche, Zebre Rugby e Benetton Rugby, quando si presentano ad un campionato professionistico internazionale con risorse economiche del movimento (i contributi FIR) e con prospect e talenti cresciuti a spese del movimento (dal reclutamento dei club fino alle Accademie federali).

Si ricordano di tutto questo i  “giornali-tifosi” che, anche dopo dieci anni, titolano le sconfitte di queste due squadre come atti eroici ed imprese meravigliose?

Il costo delle sconfitte onorevoli dopo dieci anni è altissimo e tutto il nostro rugby lo sta pagando, non solo le due squadre professionistiche. Perchè tutto questo non pesa solo sui bilanci della FIR o delle Società prof direttamente coinvolte ma, per tanti motivi alcuni dei quali fin troppo palesi (mancati contributi al rugby di base) anche su quelli di ogni singola Società di rugby italiana.

E’ arrivato il momento (ripetiamo: sono passati dieci anni) che tutti si assumano le proprie reali responsabilità. Stiamo parlando delle responsabilità che le due squadre che militano in Pro14 hanno di fronte a tutto il movimento ovale e non solo al loro orticello locale (come forse alcuni pensano).

Ecco, è di tutto questo, non di sconfitte onorevoli, che si ha voglia di parlare quando si pensa ai quasi 11 milioni di euro che queste “franchigie” prendono ogni anno dalla FIR e dal movimento italiano del rugby.