Bernard Laporte

E’ stato confermato Bernard Laporte alla guida della Federazione francese, ha ottenuto il 51,47% dei voti dei Club contro il 48,53% del suo avversario Florian Grill che un po’ la vittoria in tasca se la sentiva già. Le ultime settimane sono state decisamente calde con tanto di arresto e rilascio del riconfermato Presidente e gli indecisi al voto che valevano un buon 20% del totale. Era una partita importante che valeva anche per noi italiani.

Visto il tipo di schieramento che ha sostenuto Laporte ed il programma di quest’ultimo le congratulazioni twittate dal nostro Presidente Federale Gavazzi dopo la rielezione del Bernard sono abbastanza paradossali, non abbiamo dubbi però che il calvino Alfredo abbia tirato un sospiro di sollievo. La Federazione italiana infatti avanza da quella francese una certa dose di piacerini di cabotaggio sconosciuto, ma pur sempre validi, dopo l’appoggio che in varie circostanze la Federazione italiana ha dato al Bernard Laporte.

Perchè la FIR ha appoggiato la Francia quando è stato il momento di scegliere la destinazione dei Mondiali del 2023. Si giocheranno appunto in Francia e qui la sofferenza di Alfredo Gavazzi deve essere stata tantissima, il nostro Presidente aveva infatti annunciato la candidatura italiana alla gestione dei Mondiali. Eravamo tutti pronti, decisi, soldi e stadi alla mano e poi…. ci siamo sacrificati ed abbiamo appoggiato i francesi.

Perchè la FIR ha seguito la Francia anche per l’elezione del Presidente di World Rugby Bill Beaumont, i capicordata sono stati infatti i transalpini che hanno messo poi proprio Bernard Laporte alla Vicepresidenza mondiale.

La FIR è nell’orbita della Francia. Quindi viva Laporte. Anche se la politica ovale del francese è distante anni luce da quella della nostra Federazione.

Il Presidente della FFR è stato eletto e ri-eletto dai piccoli club contro il voto dei grandi andati al suo avversario; il rugby diffuso e territoriale ha appoggiato Bernard contro la  LNR, la potentissima Lega dei club di Top14 e ProD2. I maggiori contrasti dei grandi club con Laporte sono proprio nella gestione della Nazionale e dei suoi giocatori, del suo calendario, che Laporte vuole più largo per i Blues e meno intenso per i Club più ricchi, per la gestione dei gruppi giovanili che emergono dalle accademie zonali di club e via così. Insomma in Francia la gestione della Nazionale è schierata con le divisioni minori e con i club locali. Pensate un po’.

Certo la Francia è un mondo molto diverso dal nostro italico ma la questione che il rugby nasce dal basso è l’altra cosa che dovremmo imparare dai francesi oltre a come votare per le questioni mondiali.

Forza rugby.

2 Comments to: FFR: LAPORTE CONFERMATO CON IL VOTO DEI PICCOLI CLUB

  1. Gimbe

    ottobre 8th, 2020

    Peccato che però lui se la faccia con i grandi. Una vittoria al 51% al secondo mandato non è un gran che ma basta vincere. Noi siamo come loro perché i club decidono i presidenti e in Italia sono tutti piccoli i club, Senza soldi e senza pubblico per cui per me non è poi così corretto che a gestire il rugby internazionale che alimenta il rugby di base siano presidenti eletti da presidenti il più delle volte interessati ai propri piccoli club da 50k fino a 200k di budget. I club “grandi” tipo il tuo Petrarca ha soldi ma 500 persone alla partita. È un grande club o un piccolo giocattolino per 3 nostalgici?

  2. Tomas de Torquemada

    ottobre 14th, 2020

    Mal comune mezzo gaudio? Tutte robe da “latini”