Gli stranieri per il massimo campionato italiano erano quattro ma un bel mattino di giugno, a mezzo circolare tecnica federale, l’Area Ascione comunicava che diventavano tre.

Alcune Società, fra tutte Valorugby e Rovigo, si erano già organizzate diversamente ed è calata la protesta.  Del resto la cosa fatta a Giugno sembrava tardiva ma il Presidente Federale Gavazzi insorgeva al salvataggio della sua Area più cara e giustificava la cosa con un aiuto al bilancio delle Società (il cosiddetto presunto aiuto era “meno stranieri meno spese“). La cosa non stava in piedi ed intanto si addensavano i dubbi che l’area tecnica FIR avesse fatto le cose senza tanti complimenti e un po “al di sopra” del Consiglio Federale. Forse è per questo che i soliti buontemponi chiamano la FIR la FederAscione.

Così in data trascorsa del 17 luglio si è riunito ancora il Consiglio Federale con questa questione degli stranieri in Top12. Urca che mal di testa avrà avuto qualcuno.

E’ così’ che la FIR ha deciso che la Circolare tecnica va bene, però per quest’anno gli stranieri tesserabili sono quattro, però in campo vanno massimo in tre. Però!

Insomma a volerci complimentare con la salomonica decisione si fa in verità solo peccato. Questa è una questione solo politica, la FIR mostra il pungo di ferro anche di fronte alle decisioni inutili: Ascione ha ragione, il Presidente ha ragione, la FIR ha ragione.

Alla fine abbiamo torto noi che da queste parti ci facciamo invece sfuggire una lacrima quando il magnificente comunicato stampa che racconta della suddetta decisione del Consiglio Federale recita “l’organo di governo del rugby italiano ha confermato la volontà, anche per il futuro, di proseguire nel processo di tutela e valorizzazione degli atleti formati dal movimento, anche quale misura di cautela e contingentamento delle risorse in virtù del contesto storico attuale”. 

Cosa vuol dire quella frase? Considerato il progetto pari a zero che gira intorno al rugby italiano dal Top12 in giù è palese che quella frase non ha alcun significato, è un modo per prendere nove in grammatica, per sventolare liberalità organizzativa e edulcorata munificenza elettorale. Niente.

Insomma il vero problema non era capire perchè ci sono gli stranieri in Top 12, qual’è la loro funzione, come vanno selelzionati e via così. Il problema era salvare la capra, il cavolo ed anche il lupo. Lasciamo scegliere a voi fra gli attori chi interpretava chi.

Missione comunque “compiuta”, la politica è salva, il rugby di Top12 giocherà con tre stranieri anche se, appunto, non abbiamo ancora capito il perchè. Perchè tre e non quattro, cinque sei, sette due, nessuno, uno, tutti e quindici? Lo sa solo “il contesto storico attuale“. Se passa di qui glielo chiediamo.

One Comment to: TOP12, STRANIERI, CAPRA, CAVOLI ED ALTRA MAGNIFICENZA

  1. Paolo A.

    luglio 23rd, 2020

    Miopia bella forte.
    Gli equiparati che giocano in nazionale, che al momento sono gli azzurri migliori, dove andiamo poi a prenderli?
    Solo Zebre e Benetton?
    Quindi una scelta tra 3 o 4 giocatori invece che tra potenziali 20 o 30?
    Bah!!!