Sono giorni importanti. Dal nostro continente arrivano notizie formidabili, cose che possono toccare a fondo la dinamica del nostro rugby, anche quello italiano. Vediamole.

FRANCIA Si sono messi d’accordo, la Federazione e la Lega dei club professionisti. Questi ultimi, club di Top14 e D2, si sono trovati ed hanno deciso di diminuire il loro tetto salariale di circa il 15%, bloccato l’emendamento che prevedeva lo sforamento per un giocatore super-top, la cifra è quella e non si può aggirare.

I Club hanno inoltre dato alla Federazione un “ok” affinchè si disputino nel calendario di quest’anno altri cinque incontri della Nazionale maggiore e non sei come previsto inizialmente dalla FFR. La cosa avrà ripercussioni anche sul campionato continentale per Nazioni. I giornali francesi titolano più o meno trionfanti il potenziale accordo, il loro Presidente federale Laporte sta portando il movimento francese sul tetto del mondo. Lato transalpino: tutto chiaro.

INGHILTERRA Saranno circa 70 i milioni in sterline (euro circa 78) che la federazione inglese incasserà a fronte dell’accordo raggiungo dal Board del Sei Nazioni con il fondo CVC per la cessione del 14,5% delle quote del magico Torneo. Il totale che incasserà il Sei Nazioni sarà di circa 300 milioni di sterline (euro 334) che verranno depositati nelle casse delle sei federazioni europee che detengono il torneo in circa 5 anni.

La stampa inglese riporta anche la quota dell’Italia che sarebbe di circa 40 milioni di sterline lordi (44 mil euro ca). Alla Francia toccheranno 65 milioni di sterline mentre le altre Union, se sappiamo far di conto, si spartirebbero i restanti 125 milioni. Fin qui tutto chiaro.

La cessione della quota del solo 14,5% induce però il Board del Sei Nazioni a prendere in considerazione le offerte di cessione dei diritti televisivi a network con segnale criptato. Esiste fin dalla prossima edizione la possibilità che una parte delle partite del torneo più bello del mondo non siano “in chiaro”. Il miglior offerente per ora è SKY Sports. Cone si diceva: tutto chiaro ma non tutto in chiaro

ITALIA Mentre dalle federazioni di cui sopra arrivavano le notizie che avete appena letto la FIR inviava comunicati stampa con i seguenti titoli (omettiamo per rispetto i nomi dei “giocatori” coinvolti) :

6 luglio ITALRUGBY, INIZIATO IL RADUNO DI PARMA  7 luglio ITALRUGBY, XXXXX: “IMPORTANTE RIPARTIRE CON I RADUNI AZZURRI” 8 luglio MEDIA BIN FIR – RADUNO NAZIONALE ITALIANA RUGBY DEL 6-9 LUGLIO A PARMA 8 luglio CENTRI DI FORMAZIONE PERMANENTE U18: DIRAMATE LE LISTE DEGLI ATLETI AMMESSI PER LA S.S. 2020/21 9 luglio ITALRUGBY, XXXX: “EMOZIONANTE TORNARE IN AZZURRO. RIPRENDIAMO A COSTRUIRE IL NOSTRO FUTURO” 9 luglio “GIOVANI ED ETICA DEL LAVORO, RIPARTIAMO DA QUI” SMITH CONCLUDE IL RADUNO DI PARMA: “VINCERE E SVILUPPARE I GIOCATORI”

Esprimiamo tutta la nostra solidarietà all’Ufficio Stampa della Federazione Italiana Rugby per essere evidentemente costretto ad arrovellarsi per scrivere notizie che di fatto non esistono e gestire retorica autoreferenziale mentre il resto del mondo comunica cose “vere”, cose che incidono sulla realtà (inclusa la nostra) come quelle che avete visto poco sopra. Tutto chiaro.

Forza rugby.

One Comment to: FRANCIA-INGHILTERRA-ITALIA: TUTTO CHIARO… MA NON TUTTO IN CHIARO

  1. Alessio

    luglio 10th, 2020

    Pienamente d’accordo, l’ufficio stampa della FIR è proprio in linea con l’attenzione mediatica che riceve questo sport, anche se da esso dovrebbe scaturire la forza propulsiva. Sarà che non ci sono interessi, vedi ad esempio Benetton ed in piccola parte le Zebre. Gli investimenti che possono tornare smuovono, dove questi cadono a pioggia senza sforzo mi pare ovvio che sia meglio non muoversi per raccoglierne ulteriori. 44 milioni mi paiono pure troppi, al pari più o meno di Galles, Scozia e Irlanda che hanno ben altro spessore.