Giocano anche gli australiani, la loro competizione, che prenderà il via il 3 luglio, si svolgerà in 12 weekend consecutivi e culminerà in una serie di due settimane di finali a partire dal 12 settembre.Si chiama Vodafone Super Rugby AU ed ovviamente include i team australiani del prestigioso campionato del sud del mondo (ma torna anche il “west” recentemente escluso dalla super competizione).

Pronti al via allora i NSW Waratahs, Queensland Reds, Western Force, Brumbies e Melbourne Rebels. La finale sarà ospitata dalla squadra che arriverà in cima alla classifica dopo i turni regolamentari e si giocherà il 19 settembre. Copertura televisiva totale e tutta in prima serata nel fine settimana, batte la grancassa a tutto spiano per il rugby che ritorna presso una delle Nations maggiormente colpite dalla crisi economica innestata dalla emergenza sanitaria.

Federazione australiana letteralmente saltata per aria negli ultimi mesi ma con i nervi ancora sufficientemente saldi da far rimanere il rugby in sella e soprattutto per dare modo agli sponsor di giustificare il versamento di tutto o almeno buona parte dei budget stanziati per il rugby.

Nella sua dichiarazione alla stampa il CEO di Rugby Australia Rob Clarke ha detto una cosa interessante che fa anche pensare il futuro del Super Rugby potrebbe essere diverso. Dice Clake:” Ci sarà la possibilità di vedere le partite del venerdì e del sabato sera in prima serata su FOX SPORTS, i fan del rugby possono programmare i loro orologi per le prossime 12 settimane e non sarà necessario mettere la sveglia per alzarsi e guardare la propria squadra nel cuore della notte.” Quest”ultima eventualità, consueta quando i team giocano in Sudafrica o Argentina, è evidentemente un fastidio al quale questa formula (obbligata) pone però “rimedio”.

Dopo la Nuova Zelanda che parte questo fine settimana con il suo campionato Aoteraoa anche gli australiani si muovono per linee interne e compongono una formula simile. Anche loro senza la sveglia.

Dopo il potenziamento del campionato giapponese che ha fatto ritirare dal Super Rugby i nipponici Sunwolves, dopo la destrutturazione degli argentini Jaguares, le due formule “home” di Nuova Zelanda ed Australia sono un ritorno di fiamma molto interessante, tanto che si battono già impressioni che parlano di esperienza da ripetere in futuro. Si sta aspettando la formula sudafricana.

Il rugby “home” è quindi bello, non solo perchè certe sfide territoriali sono più appetitose in un contesto più locale ma sicuramente anche perchè non c’è la sveglia  che non vale solo per i tifosi ma anche e soprattutto per i giocatori. Da quando i giapponesi hanno pubblicato la lista dei voli aerei con relativi “jet lag” che i loro giocatori dovevano sobbarcarsi per frequentare il Super Rugby la questione della “sveglia” è arrivata alle cronache ovali in tutta la sua smisurata importanza.

Comunque pronti… via ! Si parte anche in Australia, evviva il rugby giocato e…. drin, drin… fate suonare una sveglia anche da qui da noi.