Niente da fare, non si può giocare a rugby, non ancora. Così le Società ed i media del rugby, che non sanno ormai più che fare per solleticare il pubblico, cominciano a “sognare” il rugby.  Da queste parti si coglie l’occasione per una bricconata ma….partiamo dall’inizio.

FIR: RICOMINCIAMO, MA ANCHE NO… E’ uscito il regolamento per la ripresa degli allenamenti nel mondo del rugby, una sorta di finto “ricominciamo”. Non è certo colpa della FIR che applica le norme che gli arrivano da “più in alto”, ma leggiamoci solo tre passaggi della finta ripartenza ovale.

….la distanza interpersonale minima laterale tra due atleti deve essere non inferiore a 2 metri. Laddove si eseguano esercizi di corsa con atleti in scia, la distanza interpersonale minima tra ogni singolo componente deve essere non inferiore ai 10 metri“. Mica male per uno sport di contatto. Felicitazioni ai Coach che, con il metro in mano, passano il pomeriggio a misurare i 10 metri in corsa ed in particolare sugli scatti in progressione.

È possibile l’utilizzo in forma individuale del pallone, che può essere riutilizzato da altro atleta solo previa accurata pulizia o igienizzazione…” Per uno sport nel quale ci si passa il pallone anche questo è un record ma è meravigliosa la visione virtuale del rugbista che prima di passare il pallone ci da un giro di salviettina igienizzante.

Come terzo esempio c’è stato un dubbio fra proporvi “Non sputare o liberare il naso in terra“, in alternativa c’eraNon effettuare fasciature o massaggi” ma alla fine ha vinto “Le riunioni di squadra dovranno svolgersi in via telematica“. Perchè l’immagine dei ragazzi che senza doccia (non si può) corrono a casa e si mettono davanti al pc per fare la riunione tecnica è davvero troppo… elegante.

Non si faceva prima a dire: non si può tornare in campo?

ALLORA SOGNAMO LA FINALE SCUDETTO La cosa capita ovviamente a Rovigo per la quale l’interruzione del campionato è dura da digerire. Il gesto è social e viene direttamente dalla bacheca facebook del Rugby Rovigo Delta che, celebrando il 30 maggio 2020 come la data della finale che non c’è stata e promuovendosi automaticamente come finalista, si chiede: quale sarebbe stata la vostra finale preferita? La scelta è fra Fiamme Oro, Valorguby, Petrarca e Calvisano.

La cosa non è facilmente “digeribile” ed infatti qualcuno nei commenti scrive che “non fa ridere” ma la maggioranza si cimenta. Quasi ignorate le Fiamme Oro, poco appeal per i “gemellati” di Reggio Emilia.

Rovigo Vs Calvisano e Rovigo Vs Petrarca sono ampiamente in testa con la vittoria ovvia di quest’ultima opzione: sognare per sognare almeno che si sogni in grande!

Da segnalare l’intervento nel sondaggio di un noto tifoso petrarchino che, escludendo il suo team dalla finale, dice che la finale sarebbe stata con Calvisano. Una goliardata? Mah.

Per la prossima settimana la Rugby Rovigo sognerà anche il calendario della propria partecipazione in Challenge Cup?

…OPPURE SOGNAMO QUELLO ANTICO Dalla finale fantasma a quella antica e rimpianta. In questo caso i realizzatori della perla sono direttamente quelli del Benetton Rugby. Il post ufficiale della Società celebra l’ultimo finale scudetto vinta dieci anni fa.

La cosa fa sorridere perchè in effetti (il 29 maggio del 2010) la Benetton dopo quel giorno non ha più vinto niente e giusto lo scorso anno ha tirato fuori il primo vero grande sorriso. Pur senza vincere nulla. Sarà che quelli della Benetton hanno nostalgia del Top12? Anche questo fa sorridere. Amaramente.

Certo come celebrazione è forse un po’ fuori luogo perchè dopo quella vittoria della Benetton il massimo campionato italiano, causa proprio il loro ingresso in Celtic League, ha affrontato un declino mai interrotto.

Dopo quel 2010 non si hanno segni della presenza, in alcun modo, della Benetton nel massimo campionato italiano. Interpretando questa celebrazione come una curiosità dei trevigiani di sapere come è andata dopo quella loro ultima vittoria si procede con spirito di servizio ad elencare i vincitori delle edizioni successive: 2011 Petrarca 2012 Calvisano 2013 Mogliano 2014 e 2015 Calvisano 2016 Rovigo 2017 Calvisano 2018 Petrarca 2019 Calvisano.

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Niente di male nel sognare, anche perchè è tutto quello che adesso possiamo. Intanto facciamo un sorriso anche con le bricconate di cui sopra ma, coraggio: il rugby tornerà, presto, sarà bellissimo. Come sempre.

 

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