Tutto è bene ciò che finisce bene. E’ la storia del mondo dei “permit player” che passano dai team di Top12 alla Benetton Treviso. Questa cosa funziona ed è arrivato il momento di dirlo.

E’ una storia da leggere quindi lato Benetton: tifosi felici, reparti sempre a pieni ranghi anche quando la Nazionale chiama mezza squadra, allenamenti con ragazzi nuovi e di grandissima volontà che danno ancora più spinta all’ambiente, giocatori (anche i “permit”) contenti di sentirsi Leoni.

Da leggere lato altri team che prestano i giocatori: tifosi rassegnati, consapevolezza del fatto che certi ragazzi, pur volenterosi e bravi, sono lì di passaggio (spirito di maglia non uniforme…) squadra sempre incompleta in allenamento e molte altre incertezze. Però anche: ruolo da comprimaria rispettato (realismo, il Top12 quello è), casse sociali più rilassate, ottimi talenti in campo con preparazione da prof e qualche altro ineludibile vantaggio tecnico dovuto alla collaborazione con la Società davvero professionistica di Treviso.

Quindi diciamolo, il nodo dei “permit player” che dalla Società di Top12 passano in Pro14 lato Benetton nelle lande venete è da tempo risolto con gli accordi bilaterali fra Società. Una di queste che fa da comprimaria alla Benetton è proprio il Petrarca della quale si dice, spifferi mai stuccati a dovere, custodisca anche allenatori per la corazzata di Treviso.

Questa combinazione, questo patto locale fra Società, questa cosa in effetti mai festeggiata, oggi si vede bene che funziona. Per il Pro14 e per la Benetton di più, ovviamente, ma, siamo realisti, è quello l’obiettivo.

Insomma la cosa va bene ed è arrivato il momento di dirlo, di tirare le somme e congratularsi con chi l’ha pensata e messa in piedi.  Potrà venir modificata in futuro in qualche passaggio ma questo è l’unico modo di “stare al mondo” stante questa organizzazione del nostro rugby.

Da queste parti si sceglie questo giorno per decretare questo risultato, perchè è quello in cui uno dei giocatori di Top12 sicuramente più talentuosi, più importanti, più promettenti arrivati negli ultimi anni, lascia da permit player e mette la firma per la prossima stagione (e quella dopo ancora) per la Benetton Treviso nel campionato “celtico”.

Lui è Joaquin Riera, argentino de Tucuman, classe 94, centro ma se serve anche apertura, se serve invece estremo. Completo, reattivo, veloce, con ottima visione di gioco, è stato nazionale giovanile argentino fino alla Coppa del Mondo Under 20 del 2014, vestendo fino al 2017 la maglia della selezione della Provincia di Tucuman e quella della Nazionale Seven Argentina. Protagonista di 12 tappe del circuito mondiale Seven. Campione d’Italia nel 2018 con il Petrarca.

Era “permit player” adesso è definitivamente un Leone ed  il fatto che Riera ci sia riuscito è un segnale molto positivo, perchè dimostra che la formula messa in piedi dalle Società è concreta e dedicata al rugby. Questo modello pare funzionare  quindi sia come come progetto di crescita sia come sogno per molti giocatori.

Così è la stessa Benetton che certifica con l’acquisizione del talento tucumano l’ottima affermazione del modello “permit player” da lei costruito con gli altri team che hanno aderito.

Dicono infatti dalla Benetton “…Riera rappresenta il quinto giocatore (Marco Zanon, Michele Lamaro Niccolò Cannone e Luca Petrozzi sono gli altri) a completare in positivo il “Progetto Permit”. L’ennesimo segnale di un percorso solido e fruttifero che ormai da tre anni consente a profili interessanti del campionato di TOP12 di allenarsi settimanalmente con la rosa biancoverde, permettendo ad essi di crescere e dimostrare il proprio valore tecnico, fisico e morale, con la concreta possibilità di appartenere poi al roster del Benetton Rugby“.

Un esempio di programmazione e di gestione vincente che mette insieme Pro14 e Top12. Evviva.

One Comment to: PERMIT PLAYER E BENETTON: UNA FORMULA DI SUCCESSO

  1. Lorenzo Romoli

    maggio 23rd, 2020

    grazie.

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