Il giorno 11 maggio “Il Gazzettino” pubblica a firma del giornalista Ivan Malfatto un articolo che è un vero e proprio scoop. Il titolo è in effetti enorme “Rugby, rivolta delle regioni“, il contenuto anche. Malfatto racconta di una “riforma” allo studio presso la FIR per ridurre molte dei Comitati regionali alla stregua di delegazioni della Federazione centrale che si prenderebbe tutti i poteri su molte zone. Ma non è questo il nostro tema di oggi.

L’inchiesta de Il Gazzettino è forte, il tema è sentito, tanto che pochi giorni dopo (il 14 maggio) il giornale veneto pubblica un secondo pezzo sull’argomento sempre a firma del Malfatto che si inoltra nel problema e riporta i pareri di ante e di parte, anche una nota della FIR.

Cosa ha detto al Gazzettino la FIR del Presidente Gavazzi, del sempre Vice Saccà, di Ascione e dirigenti vari? Con un lessico da burocrazia ottocentesca puntualizza alcuni aspetti formali della “riforma”, non approfondisce il dibattito, dice che lei ha ragione, può farlo. Ma, si diceva, non è questo il tema.

In fondo al pezzo il giornalista scrive anche una parte di quella nota FIR che non avremmo voluto nemmeno esistesse.

Dice la FIR al giornale veneto ed a Malfatto:”..In ultimo, FIR stigmatizza con forza l’anticipazione e diffusione di informazioni parziali in merito a una riforma tutt’oggi in fase di studio, comportamenti che hanno il solo effetto di generare infondata turbativa tra le componenti del movimento“.

Stigmatizzare vuol dire “biasimare con frasi ampie e taglienti come ad imprimere un marchio”, molto pesante. In pratica FIR dice al giornale ed al giornalista  che doveva stare zitto che non doveva scrivere nulla.

Perchè loro, in FIR, sono da tempo abituati così; loro fanno da soli e nessuno deve discutere, non si deve aprire alcun dibattito su una qualsiasi scelta loro stiano facendo. Hanno scritto addirittura un regolamento per impedire anche ai Consiglieri Federali di parlare in pubblico delle questioni del nostro rugby.  Così in FIR sembrano vivere chiusi in un fortino, fanno tutto da soli, si bastano da soli. Non dicono nulla a nessuno. Come se fuori non ci fosse nessuno, come se il rugby finisse alla porta del loro ufficio.

Non hanno potuto però includere in quel regolamento giornali e giornalisti, non possono evitare i commenti e le opinioni libere di blogger ed appassionati. No, questo non hanno potuto farlo.

Quindi in FIR si considera che quello che è stato scritto su “Il Gazzettino” ha il “solo effetto” di “generare turbativa”? Come se parlare di rugby fuori dalle stanze chiuse e silenziose della  FIR non fosse utile al rugby? No.

Come se fuor di loro dirigenti in FIR nessuno potesse avere una idea migliore, una opinione diffusa, una esigenza conclamata da ricordare, una soluzione nuova? No.

Come se voi, eletti 4 anni fa dal movimento (fatevi un nodo al fazzoletto e ricordatevelo) oggi foste i padroni del rugby, gli unici che ne possono discutere e parlare? No.

Saresto voi del fortino, coloro che possono decidere il futuro del movimento in questo momento tragico senza alcun pubblico confronto precedente ad ogni decisione? No.

Voi vorreste parlare del movimento senza parlare al movimento del rugby? No.

Quella nota della FIR, in quella frase finale non è solo un tentativo di mettere il bavaglio ad un giornale ed ad un giornalista ma pare quasi una appropriazione indebita. Il rugby vi è stato affidato in gestione non è di vostra proprietà. No, non lo è.

Questa è la semplice opinione di questo modesto Blog, è per forza quella giusta? No. Capito la differenza? Per questo motivo in ultimo si stigmatizza con forza la FIR…..

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