Continua (quasi) incessante ed è divertente, romantica, surreale. Si sta parlando della sequenza di comunicati stampa di alcuni club di Top12 che annunciano l’arrivo del giocatore Tizio o Caio pronto per partire nel loro campionato.

Sono documenti scritti come se intorno nulla sia accaduto, trionfali e leggiadri, annunciano nuovi giocatori sudafricani che si spostano di qua e di là nel Top12 come se potessero davvero prendere un aereo, venire qui e mettersi domani a menar l’ovale. Raccontano di giovani virgulti accademici e non che si spostano nel loro club come aria leggera. Leggere queste cronache fa sembrare che tutto fuori sia una finta colossale. Surreali.

Parlano come se il bilancio economico del loro club fosse perfetto, forse questo è anche vero, come se il campionato non fosse in discussione, come se nulla domani potesse o dovesse cambiare, come se loro sapessero che nulla verrà mutato, che il nostro rugby resterà così o almeno resterà così per loro. Romanticamente conservatori.

Quasi nessuno in verità sui media se li fila mentre tutto intorno è incerto e buio, non si sa nemmeno quando andremo in campo, tanto meno quando si potrà frequentare le gradinate ma questi club con i loro uffici stampa ci portano nella dimensione del rugby giocato, leggi uno dei loro esuberanti comunicati e sembra che tutto sia sempre stato normale, la cosa piace tantissimo, solleva, viene da telefonargli e chiedergli come il pilone decotto di Paolini: chi ga vinto? Divertenti.

Perchè forse siamo noi che ci siamo persi una puntata, un pezzo di rugby del Top12 che Calvisano, Fiamme Oro, Valorugby, Rovigo invece hanno vissuto? Forse ci si sbaglia a pensare che questo è il momento del cambiamento e che non è chiaro cosa ci sarà domani. La loro narrazione ci dice che il futuro sarà come prima. Scrivono e raccontano e fanno vedere che loro hanno soldi, spazi, idee, soprattutto soldi, per  scommettere forte sul futuro intonso. Beati loro.

Questi quattro per la prossima stagione (quale? come? quando?) hanno potenti e ricche rose di giocatori già costruite, hanno rastrellato il meglio, hanno firmato contratti, hanno prenotato il futuro. Come se gli altri otto team che giocano con loro non ci fossero. Non esistessero. Ma forse è davvero così e hanno ragione loro quattro che vivono come degli Highlander nella terra dei comuni mortali, che gestiscono portafogli pieni nella terra delle cambiali, che raccolgono eredità sicure nella terra della dimenticanza.

Nulla di male, tutto giusto, chiaro e legittimo. E’ il problema che noi abbiamo in testa che forse non esiste? Il celebre pittore Salvator Dalì diceva ai colleghi “Pittori, siate ricchi invece che poveri“. Poi però, lui era Dalì.

2 Comments to: FRA GLI HIGHLANDER DEL TOP12: DIVERTENTI, ROMANTICI, SURREALI

  1. Lorenzo Romoli

    maggio 20th, 2020

    … sto cercando di capire ma non c’è nulla da capire, anzi no le scelte vanno fatte in modo ponderato, rato,rato,rato…
    Viviamo un momento che dirlo surreale gli si fa un regalo; il nostro è sport di scontro di contatto, per cui non è giocabile stanti le situazioni perduranti, i divieti e i dogmi non sempre dettati da sportivi che sanno di cosa parlano, per cui temo e credo che come si dice dalle nostre parti dobbiamo “tener botta”… Sono convinto che ripartiremo, affaticati dall’inattività, stanchi di non esserci potuti cimentare… Credo anche che occorra che tutti coloro i quali ci credono VIGILINO, affinché chi dirige abbia la forza la voglia e la capacità di prodursi in una sorta di ballo virtuoso che permetta a chi ci governerà in futuro di farlo “dalla cintola in su”, e con il sorriso di chi sa che fare, sempre e solo per il bene del nostro Sport.
    Grazie Nero e buon Rugby a tutti

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  2. Giacomo Perissinotto

    maggio 25th, 2020

    Tutto giusto… non capisco però l’esclusione del Petrarca dal club delle grandi.
    E’ vero, finora ha subito più che agito, ma sta agendo, pian piano, a scapito delle altre. Inutile scandalizzarci, il mondo del rugby (e dello sport in genere) è sempre andato avanti così, ora certi discorsi sembrano essere surreali in mezzo alla pandemia, ma questa ha solo anticipato i tempi di un mercato che sarebbe partito a giugno e invece è partito ad aprile…

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