Rugby vintage 1934

Eppure era bella e adesso non si può più. World Rugby ha modificato la regola 8.2 e la base del palo non è più una estensione della linea di meta, quindi chi si china addosso al palo con il pallone in mano, magari impattando sulla morbida protezione imbottita, adesso non si prende più i 5 punti ma una fischiata.

Lo ha stabilito la World Rugby, la regola cambia e vale subito, perentoria e secca, “quello non è il modo di fare meta“, sembra dire la velocità di applicazione della cosa.

Eppure una meta fatta così, alla base del palo, sul palmo inutile dell’ultima speranza di salvezza della difesa,  era appassionante, non perchè tecnicamente bella o appropriata ma proprio per il suo contrario, perchè dispettosa al limite dell’indisponenza, goliardica come un sorriso beffardo, insulsa come “l’ignoranza” del nostro sport, inelegante e goffa come un cielo nuvoloso ma calda e dolce come i cinque punti che si portava in dote.

Una meta alla base del palo era, se la prendevi, uno scherzo del destino triste e baro, una onta da ripulire, una incolpevole incertezza, ma se la facevi era un braccio alzato al cielo, una linguaccia al risultato, un sorriso assolutamente regalato. Insomma, quel tipo di meta magari non era una cosa seria ma perchè il rugby deve essere sempre così serio ultimamente?

C’era una regola così squisitamente ingiusta da farci sembrare davvero sulla strada giusta, così tremendamente  frivola da farci sembrare davvero autorevoli, era una tale strampalata che poteva farci sembrare davvero profondi. Perchè il rugby è un gioco, è divertimento, saper gestire un lazzo in un gioco dà la dimensione della serietà stessa del gioco, non il contrario.

Invece adesso siamo tutti seriosi. Metti a posto quella linea che quella non è più meta, che stiamo a scherzare che in TV poi ci vedono? Facciamo i seri suvvia.

Vabbè tenetevi la nuova regola, ci si divertirà un po’ meno in bischerate, che siamo tutti professionisti seri. Semmai è meta dopo che l’ha vista il TMO in sette posizioni e sono passati tre minuti e se ne è perso il pathos, mica quando ti schianti sul copripalo. No, quella non è più meta, siamo seri.

Ma non troppo.