Qualche giorno fa abbiamo avuto modo di essere contenti perchè la Federazione ha aggiunto € 400.000 al milione e seicentomila già stanziato per il sostegno alle Società. Di fronte al pesante dissesto che questa emergenza sanitaria sta creando al nostro mondo ovale questo aumento di disponibilità economica è una bella notizia. La domanda è se tutto questo ci basta, ovvero se basta aumentare quella cifra per considera la questione risolta.

Quei soldi serviranno alle singole Società per tappare qualche buco qua e là, è importante che ci siano e se aumentano tanto meglio ma quello che ci vuole veramente per garantire un futuro più o meno solido al nostro sport non è questo ma semmai rielaborare una costruzione strategica. Si sa che questo è un argomento pesante e poco rugbistico ma è davvero quello che serve, quelli che non lo vedono di buon occhio devono sapere che se oggi manca questo domani vi mancherà il rugby.

Il giorno 27 marzo la FIR ha chiuso tutti i campionati e da queste parti si è stati d’accordo con quella scelta. Da quel giorno da un organo di governo con 45 milioni di euro a Bilancio ci si sarebbe aspettati qualcosa di più che un riparto economico per la redazione di un piano di spartizione di due milioni di euro. La questione non cambia nemmeno se i milioni fossero stati quattro o sei o dieci anche se non sarebbero mai potuti essere così tanti perchè per arrivare a ciò ci sarebbe voluto un reale cambio di passo che invece non si è visto. Il mondo è cambiato, crediamo davvero di poter far finta di no?

La sensazione che si ha da queste parti, non vediamo l’ora venga smentita dai fatti, è che il Consiglio Federale e l’assetto dirigenziale della FIR  sia tutto proteso alla difesa e massima conservazione del suo progetto precedente.

Se già prima le cose non ci andavano per nulla bene l’emergenza in corso ha acuito le necessità ed ora serve davvero riscrivere ogni cosa e cambiare assetto strategico, la cosa vale anche per la Federazione visto che vale sicuramente per ogni Società del nostro italico mondo ovale.

La FIR dovrebbe disegnare i nuovi potenziali scenari e disegnare il nuovo futuro ad essi compatibile. Invece, oltre a non aver fatto una mossa in quella direzione, pare voglia solo far sopravvivere il passato adeguandolo il più possibile nello scomodo futuro.

Il “passato” del resto ha un suo ordine fatto di accordi ed intese, equilibri e gestioni programmate, persone e soprattutto spese già programmate. Fare sopravvivere tutto questo è il vero obiettivo? Ci si augura di no perchè potrebbe costarci caro.

Come sarà il Pro14? che Nazionale ci possiamo permettere e soprattutto quante selezioni e come? Quali e quanti sono i campionati interni praticabili? Che volume territoriale gli diamo? Come va rigenerata l’attività giovanile? Come risollevare e rimodulare l’attrattiva del nostro sport in una fase di re-start?

Certi costi importanti di Bilancio sono ancora sopportabili? Quest’ultima domanda è la più pericolosa perchè è proprio lì dentro che si nasconde l’insidia del non voler smettere di fare cose che non ci possiamo più permettere. Oppure farle lo stesso a scapito dell’intero movimento al quale nel frattempo abbiamo magari distribuito la mirabolante cifra € 6.000 a Società o poco più.

Questo blocco sportivo non sappiamo quando e come finirà, non sappiamo come ripartirà: questo è il primo oggetto di studio. Le risposte potenziali sono molte e diverse fra loro ma una si può già scartare: nulla sarà come più come prima.