La scorsa settimana il Consiglio della FIR ha approvato all’unanimità il Bilancio Federale Preventivo del 2020 deliberando al contempo la costituzione di un fondo a sostegno al movimento, per una quota minima di € 1.650.000 senza ancora specificare le modalità di accesso per le quali, si immagina, il prossimo Consiglio Federale, il 16 aprile, comincerà a dare qualche indicazione.

A fronte di questo la FIR ha emesso un comunicato stampa che mostra però due facce contrastanti, la prima positiva ed evidente, la seconda enigmatica (che ci sarebbe da arrabbiarsi ma non è il periodo).

LA SFIDA INTERNA La parte più interessante della dichiarazione rilasciata dal Presidente Alfredo Gavazzi è sicuramente quando racconta delle inevitabili conseguenze del momento che sta attraversando il nostro rugby e dice.”..non può non comportare un processo di revisione e ristrutturazione dell’azione della FIR” e che quello appena approvato è “….un Bilancio che, oggi più che mai, costituisce il documento programmatico fondamentale per sostenere il movimento rugbistico nazionale”.

Revisione” e “ristrutturazione“, “documento programmatico“, sono parole molto forti, chi le ha volute e votate in Consiglio Federale evidentemente lo ha fatto sulla scorta di una nuova visione che c’è o dovrà venire. Ci si augura che queste parole vengano presto confermate dai fatti perchè il movimento già prima dell’evento pandemico non stava bene in salute.

Comunque quanto detto dal Presidente Federale rappresenta forse la consapevolezza dei problemi economici del movimento. La sfida interna per la ripartenza del rugby italiano è partita.

IL BILANCIO FA ACQUA? Il rugby australiano e la sua Federazione sono ad un passo dal fallimento. La notizia rimbalza sui media da giorni, è il primo effetto della crisi del rugby mondiale, una delle federazioni deboli in termini economici fra le Top mondiali è ora sull’orlo dal portare i libri in tribunale. Anche nel Nord-America non se la passano benissimo.

Anche la nostra FIR però è sotto stretta osservazione, la mancanza di introiti (Sei Nazioni in primis) ha acuito una situazione che era già in gran bilico. Infatti lo stesso comunicato stampa che racconta del milione e seicento ci mette in guardia da questa evenienza anche se lo fa prendendoci un po’ in giro.

Ci scrive infatti che la FIR ha disposto:”…condividendo una raccomandazione del Collegio dei Revisori in considerazione della fluidità dell’emergenza,  un attento monitoraggio del Bilancio, a cadenza almeno mensile, per consentire l’individuazione di ulteriori risorse economiche da liberare a favore….“.

Non si sono mai visti dei Revisori dei Conti che chiedono un controllo attento di un bilancio per trovare soldi da spendere ma semmai per il motivo opposto.

Quindi i casi sono due: o i Revisori Contabili FIR amano sostituirsi alla Direzione Amministrativa della Federazione nella redazione dei piani di investimento e sviluppo e su come spendere le poste di bilancio o il Bilancio FIR è in serio pericolo e quella chiesta dai Revisori è una vera e propria ispezione cadenzata ai fini delle ultime norme di responsabilità nei casi dello “stato di crisi”.

QUINDI… Una delle cose che manca come allegato alle dichiarazioni di cui sopra è il famoso Bilancio Preventivo 2020 approvato. Non sappiamo così come sono stati trovati quei soldi. Non essendo chiara la sostenibilità del Bilancio della FIR in termini economici non si sa nemmeno in che modo la Federazione avrà la forza di fare fronte a certe pesanti scelte finanziarie e se saprà integrarle.

Fidandoci delle parole di cui sopra (“revisione, ristrutturazione e documento programmatico”) si può pensare che la FIR possa aver capito di avere l’occasione di mettere in piedi una sostanziosa rivoluzione interna che potrebbe puntare a rendere protagonista il rugby “domestico” con conseguente ridimensionamento, pare chiaro che il Bilancio Federale altrimenti non ce la fa, dell’altro rugby, quello del Pro14 per intenderci. E’ così?

Tutto sarà più chiaro già nelle prossime settimane. Forza rugby.