Nazionale Italiana 1973 prima del tour africano

Ci abbiamo provato nelle scorse settimane a parlare solo di rugby ed affini per lasciare, a chi cliccava su queste pagine, un’isola di tranquillità, un momento di serenità o anche solo di normalità fra le difficoltà che tutti vivono in questo momento storico che ha per protagonista un virus letale. Ci abbiamo provato ma piano piano tutto il rugby ha chiuso i battenti e ci si è ritrovati che, se si andava avanti qui a discorrer di rugby come niente fosse, qualcuno pensasse che qui non si vive la realtà o, peggio, non si avesse un’anima.

Invece no , ma.. .

Ma non serve a nulla fermarci, non serve a nulla aspettare guardando fuori dalla finestra, anzi a noi serve adesso stare insieme e possiamo farlo anche con la nostra passione ovale perciò… fuoco alle micce. Parliamo del rugby di domani.

Perchè in molte fra media e testate del rugby trovandosi senza “rugby di oggi” hanno cominciato a riproporre il rugby di ieri. Sono ricomparsi in rete momenti leggendari ed importanti, azzurri e no. tutti regali molto belli che la “cineteca” del mondo ovale on line sta regalando in questi giorni, e lo farà per molte settimane in sostituzione di tutto il rugby di oggi. Che è sospeso.

Il salto nel passato è una scelta molto bella, motivante e coinvolgente, ottima,  ma da queste parti  si prende l’altra strada: quella del continuare a macinare futuro.

Perchè tutto ripartirà, questo accadrà e allora dovremo farci trovare pronti. In particolare tornerà a stare a cuore a molti di noi, oggi distratti da situazioni decisamente meno frivole e più “pesanti”, il futuro di questo nostro movimento, si tornerà a programmare futuro, si muoverà il rugby giovanile ed il minirugby, ripartirà ogni campionato.

La produzione di futuro è più che mai un compito di oggi, anzi oggi assume un significato ancora maggiore.

In queste ultime settimane, comprensibilmente, il dibattito sul rugby si è fermato, per una volta il silenzio è stato spontaneo e non organizzato ma adesso è il tempo di ripartire, di ricominciare a parlarne. Alla luce del sole però. Perchè il futuro ci sarà ed è di tutti.

Le bocce sono ferme, raccontiamoci di idee e progetti, usiamo questo tempo (e le tecnologie di oggi che tengono sempre vive le comunicazioni) per costruire quello che verrà. Come questo tempo difficile cambierà anche il nostro mondo ovale a livello globale? Cosa troveremo di questo nostro rugby un minuto prima di ripartire? Come ripartirà questo nostro rugby italiano? Quale futuro vogliamo per il rugby italiano?

Questo è un appello per dirigenti ed opinion-leader, per tecnici e “politici”, per investitori e Presidenti, un appello alla produzione di idee. Facciamolo insieme, il rugby italiano c’è. Non si spegne.

Leave a Reply

  • (not be published)