Lui attacca subito “Sei ingiusto, io parlo eccome..“. Si riferisce al pezzo su “Il Nero il Rugby” sui candidati “silenziosi”, Marzio Innocenti in effetti in silenzio non ci sta di sicuro ma ha capito benissimo che il pezzo si riferisce alle troppe chiacchiere che il nostro “gotha” del rugby fa dietro le quinte ed al silenzio che invece fa con “il rugby” della gente.

Io non seguo questo tipo di politica, infatti anche adesso sto andando a parlare con gli amici del rugby della Toscana” mi dice Marzio. La nostra chiacchierata comincia così.

Stefano Franceschi:”Ah Marzio, ci sono un sacco di candidati e tutti sono agitati, c’è una voglia di fare accordi e di gestire alleanze, c’è anche l’idea di spostare l’Assemblea Federale e quindi l’elezione del nuovo Presidente delle FIR da settembre a molti mesi dopo, in tanti aspettano questi 45 milioni di euro che dovrebbero arrivare in FIR dalla vendita delle quote del Sei Nazioni e del Pro14 da un fondo privato, è tutto molto pulp …”

Marzio Innocenti:Io vivo la cosa dei 45 milioni in maniera tranquilla e non faccio accordi con nessuno ma vado a parlare con le Società del rugby, anche adesso ci sto andando…

SF:” Il passaggio della tua candidatura con la tua uscita da Pronti al Cambiamento (PALC) è stato un momento “forte”, quindi le trattative sono …” 

Marzio Innocenti:La mia candidatura è stata la fine del PALC, io del resto un progetto ce l’ho, lo racconto, chi vi aderisce non ha bisogno di fare trattative, lo portiamo avanti insieme

SF:” Ma ci sono altri candidati che devono ancora mostrarsi, Paolo Vaccari da Calvisano è raccontato come il prossimo candidato forte”

Marzio Innocenti:Alfredo Gavazzi, Paolo Vaccari, sono sempre gli stessi, non credo che il movimento voglia sempre la stessa cosa, Insomma, in che modo loro sono il cambiamento? Con tutto il rispetto per Paolo ma lui è solo un problema per Gavazzi. Fra di loro, nel loro gruppo, stanno litigando. Mentre dall’altra parte il PALC è snaturato”.

SF “. E tu invece sei molto chiaro”

Marzio Innocenti:” Io porto avanti un progetto preciso, con me non hai dubbio, con me non puoi dire che non sai se votarmi o no perchè non sai cosa voglio fare.  Io vado in giro e racconto di un programma e delle idee ben delineate, mi ripeto: precise.

SF:” Però di te si dice che sei un uomo solo al comando.

Marzio Innocenti:” Non è vero. Lo dimostra la gestione del Comitato veneto che rappresento. Per quanto riguarda invece questo progetto ho una lista di persone con me e sto parlando con le Società perchè capiscano l’importanza che dovrà avere, che io vorrei che avessero, i Comitati territoriali FIR nella mia futura gestione. La mia sarà una gestione allargata, dal Consiglio federale fino ai Comitati e per certi ruoli non “tecnici” cercherò persone che abbiano un curriculum forte senza che siano o siano stati per forza rugbisti.

SF: “I Comitati regionali in effetti oggi sono poca cosa…”

Marzio innocenti:”Per me la figura del Presidente di Comitato è invece assolutamente strategica, perchè è il braccio periferico della Federazione sul territorio per l’attuazione del progetto. Il punto più importante per me è infatti il lavoro sul territorio e con i club, con la mia gestione la FIR tornerà a lavorare sul territorio seriamente”.

SF: Quella del ripartire dai club è una tua costante, in effetti ad oggi c’è un distacco immenso fra il rugby della FIR e quello dei club, sembrano due entità diverse, ed allora come si fa con le franchigie, possono coesistere con un progetto che guardi di più al territorio?

Marzio innocenti:“Si, le franchigie possono coesistere ma andranno a bilancio della FIR per 8 milioni e più di quello non si investe. Se qualcuno vuole rilevare la franchigia federale che attualmente costa più dei 4 milioni noi gliela daremo, se ci saranno diversi soggetti interessati faremo un Bando di Gara. Se invece non c’è nessuno che si accolla questo onere allora la Franchigia Federale diventerà una Franchigia di Formazione, lo ha fatto anche Connacht in passato. Per fare questo ingaggeremo uno staff tecnico di altissimo livello e faremo giocare lì solo giocatori italiani o eleggibili che siano al livello del rugby internazionale e li faremo crescere in quella dimensione”.

SF:” Progetto interessante che effettivamente coniuga le due sponde, territorio ed Alto livello, avremo tempo per approfondire, adesso però una ultima battuta sul un tema del momento, uno di quelli silenziati dalla FIR: il rugby Seven. E’ l’unico rugby olimpico e noi italiani abbiamo preso l’ennesima scoppola e siamo stati buttati fuori dalle Series. Che idea hai per questo rugby a sette?

Marzio Innocenti:Il Seven è una parte del rugby ma è quella parte che fa le Olimpiadi, una cosa molto importante, anche in termini di visibilità e sul Seven si ricevono anche i contributi dal CONI. Noi però dobbiamo creare una struttura autonoma che si occupi di Seven, perchè i giocatori di Seven sono spesso specializzati per quella disciplina e noi dobbiamo puntare sulla specializzazione. Penso che per realizzare questo la cosa migliore sia una struttura tipo le realtà associative sportive dei corpi militari o di pubblica sicurezza, ho una idea precisa sulla quale voglio approfondire con i diretti interessati. Per ora però non posso dire di più.

SF.“Avremo tempo anche per questo, il Top12 invece, da questa parti il cuore batte forte per il campionato italiano, però sai una cosa Marzio? Anche su questo faremo un discorso unico la prossima volta perchè se parli di club allora quelli del Top12 sono i primi….”

Marzio Innocenti:Certo che si ma insieme parliamo anche della Serie A, risentiamoci su questo“.

SF:” Ci sto, avremo tempo, ciao e Forza rugby.