Il nuovo sistema di attacco di Smith ha portato la meta di Minozzi

Secondo appuntamento di Coach Filippo Frati con la rubrica “TECHNICAL” e la sua analisi dei match del Sei Nazioni. Pronti, via ! (S.F.)

Seconda giornata di questo 6 Nazioni 2020, i pronostici sono stati tutti rispettati, magari non sono arrivati nel modo in cui tutti si aspettavano.

l’Irlanda domina il Galles e batte i detentori del titolo, che non perdevano una partita nel 6 Nazioni da 2 anni, portando a casa addirittura il punto di bonus, il 24-14 finale è bugiardo e il divario emerso negli 80’ minuti è ben più ampio dei 10 punti di scarto, come detto in settimana, la prova del 9 per Pivac sarebbe stata la partita di Dublino. Prova fallita e tanti dubbi per le ultime 3 partite del torneo.

L’Inghilterra vince in Scozia 13-6, giocando una partita fortemente condizionata dalla tempesta Ciara, il meteo avrebbe potuto favorire la formazione di casa ma proprio vento e acqua portano il capitano scozzese Stuart Hogg a commettere un errore che fa da preludio alla meta decisiva di Ellis Genge.

La Francia batte l’Italia 35-22, veniamo a noi quindi, alla nostra partita giocata a Parigi contro la Francia, in uno Stade de France quasi a mezzo servizio con il terzo anello chiuso.

Vi parlavo all’inizio di pronostici rispettati e fin qui, con la Francia vincente con bonus ci siamo, alzi la mano però chi si aspettava una partita del genere, con gli azzurri a giocarsela fino alla fine, fino alla magia di Serin arrivata al 74’ dopo un secondo tempo praticamente dominato dall’Italia (territorio 67% possesso 65%).

Solamente una settimana fa i francesi avevano annichilito l’Inghilterra finalista mondiale, che però, nel finale, con un paio di magie di May e un regalo incredibile di Dupont erano riusciti a tornare a casa con un punto di bonus.

Nello zero di Cardiff avevo visto qualcosa, sarà che sono una persona profondamente positiva, sarà che, come vi ho già detto, ho una stima e una fiducia incondizionata nei confronti del nostro Head Coach, Franco Smith, ma quel qualcosa intravisto a Cardiff è diventato tanta roba dopo Parigi.

Franco è solamente alla terza settimana di lavoro con questo gruppo e non penso di esagerare se dico che abbiamo visto più gioco in questi 160’ che in tutti i 4 anni precedenti.

Una enorme differenza la possiamo trovare nell’utilizzo del mediano di mischia prima quasi tutto il gioco al piede passava da lui, ieri Braley avrà calciato si e no una sola volta.

Il sistema nuovo di attacco ha prodotto la prima meta di Minozzi, creando spazio all’esterno di una difesa, che solamente una settimana fa contro l’Inghilterra era capitolata solamente 2 volte nel finale di partita, e in generale ha creato diversi problemi ai francesi costringendoli a concedere 10 penalità.

Shaun Edwards, allenatore della difesa dei galletti, ha già lasciato il segno nel sistema difensivo e soprattutto nel carattere e la fisicità con i quali i transalpini difendono, ed avere segnato 3 mete, l’ultima meravigliosa, è già un grande risultato.

Se solamente fossimo stati un po’ più precisi al piede sul 23-10 e un po’ più precisi in touche sul 28-17 magari saremmo qui a parlare di un risultato storico.

Con i se e i ma non si va da nessuna parte, lo so, però…

Purtroppo siamo ancora clamorosamente mancati nei breakdown in attacco, capitan Bigi ha parlato di un miglioramento rispetto a Cardiff, posso concederglielo, vero è però che quando la Francia ha contestato palla ci ha sempre messo in grande difficoltà forzando 6 turn over e comunque fare peggio di Cardiff era impossibile.

La settimana scorsa vi ho parlato, appunto, del nuovo sistema di attacco portato da Franco Smith e della necessità che ha questo sistema di avere gli interpreti giusti.

Canna come secondo playmaker è perfetto, non possiamo però permetterci di utilizzarlo come ball carrier in prima fase perché ovviamente te lo perdi per la seconda e forse la terza fase. Sarebbe utile secondo me fare uno switch con Morisi in tutti i lanci del gioco da mischia o da touche che prevedono una penetrazione del 12.

Un altro di questi interpreti, importantissimo, è il mediano di mischia.

Calum Braley, n.9 di queste due prime partite, non mi è sembrato all’altezza. Per rapidità di esecuzione e soprattutto per precisione dei passaggi.

Vero che le nostre lacune in ruck non forniscono palloni perfetti ma questi suoi passetti laterali prima di ogni passaggio non aiutano a dare ritmo alla manovra e non minacciano nessuna guardia.

Con questa mancanza di ritmo, la precisione dei passaggi quindi diventa vitale e questa forse è la sua lacuna più grande, perché diventa vitale? Mi spiego, abbiamo un sistema che prevede 3 avanti a disposizione del 9 che possono portare la palla o giocare la palla con un pull back al 10, se il passaggio non arriva preciso, con i giusti giri e con il giusto timing, tutto il sistema va in crisi.

Contro una difesa così aggressiva, con una linespeed velocissima e organizzata, se ti devi preoccupare, oltre che del placcatore, anche della palla troppo bassa o troppo alta, troppo avanti o troppo indietro, allora tutto si complica dannatamente.

Trovo Braley piuttosto scolastico, non il più veloce, non il più preciso, non il più creativo, insomma un giocatore normale, average come direbbero gli anglosassoni, che non ha niente in più rispetto a Violi, a Tebaldi, a Palazzani ma anche niente in più rispetto a Panunzi (97), Casilio (98) e Piva (99) che tanto bene stanno facendo in Top12.

Avevo già espresso perplessità sulla sua convocazione, purtroppo il fascino degli anglofoni ha ancora tanta presa sui nostri selezionatori, a sua parziale discolpa ci può essere il fatto che in questa stagione ha giocato pochissimo, 243’ sui 1520’ giocati dal Gloucester tra coppe e campionato in questa stagione, ma proprio per questo motivo, perché affidare la maglia da titolare al 6 Nazioni dell’Italia alla terza scelta del Gloucester? In termini di credibilità con i nostri competitors quanto può incidere una scelta di questo tipo?

Concludo con un’ultima osservazione sempre riguardante la selezione dei giocatori, tanto bene hanno fatto i nuovi giovani, Zilocchi, Riccioni, Fischetti, Cannone, Licata, perché non approfittare dell’inizio di questo nuovo ciclo per inserirne (veramente) altri? Pettinelli per Tuivaiti, portare Lazzaroni come seconda al posto di Budd e Giammarioli in terza (e poi vi prego, portate Alessandro Mordacci in Pro14) diventerebbe una nazionale più giovane e più italiana.

Alla prossima !

One Comment to: TECHNICAL: VITALE LA PRECISIONE DEI PASSAGGI. BELLI GLI AZZURRI CHE SE LA GIOCANO FINO ALLA FINE

  1. vusbas

    febbraio 12th, 2020

    Analisi tecnica complessivamente condivisibile e fedele a quanto visto .
    l’unico aspetto che ritengo fondamentale , mai menzionato e sottolineato nelle discussioni ,è la capacità di reazione psicologica alle ” dinamiche avverse” vedi in primis arbitraggi ( al 50′ ho smesso di vedere la partita perchè era una fischiata avversa monodirezionale ,tanto per cambiare, confermata dalle facce incredule dei nostri ) e punteggio soccombente dove in entrambi i casi il gruppo tende troppo spesso a sottoperformare invece di reagire “più cattivo di prima”.
    In tal senso serve una specifica preparazione ad hoc ,nè improvvisata nè saltuaria ma metodica e competente
    Smith molto convincente ,bloccarlo subito con un contratto 5anni +5 e libertà d’azione,vedi scelta collaboratori perchè altrimenti vola con ali tarpate

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