Dieci euro allo Stadio Battaglini di Rovigo poche settimane fa il prezzo del biglietto per la finale di Coppa Italia fra Rovigo e Petrarca.

Questo fine settimana la sfida storica del nostro rugby si ripete ed il Derby d’Italia va di scena per il Campionato di Top12, girone di andata, a Padova. Prezzo d’ingresso venti euro: apriti cielo!

E’ impossibile e forse anche profondamente sbagliato dire genericamente se venti euro sono tanti o sono pochi, ognuno ha le sue tasche e negli ultimi anni in questa nostra Italia non siamo certo cresciuti in ricchezza, le difficoltà in giro non mancano.

Impossibile salvo poi magari trovarsi le stesse persone che si lamentano del biglietto padovano del Derby e che poi prenotano un biglietto a San Siro per la Coppa Italia di calcio a 50 euro (secondo anello) o 30 (terzo lontanissimo anello, in cima lassù). Restiamo nel rugby? Va bene. perchè andare a vedere un match qualsiasi di Pro14 a Treviso costa da 17 a 30 euro. Gli esempi finiscono qui, altri li potete cercare anche da soli perchè forse il punto non è questo.

Adesso però diciamocelo, cosa è il Derby d’Italia se non il match più accattivante di tutto il Campionato? Fatevi tutti i vostri pensieri ma questa partita non ha eguali e non da un giorno. Da decenni. Possiamo dire non sia così?

Quindi sono tanti venti euro o sono pochi? Il Petrarca ha scelto di giocare questa partita nel piccolo stadio del Centro Geremia, un buon campo con tutti i servizi praticamente quasi a posto invece del bistrattato e oggi come oggi semi-impraticabile Stadio Plebiscito, nato come stadio del rugby molti anni fa ma abbandonato per mancanza di spettatori. Non è la prima volta che accade, qualche anno fa per la stessa scelta del Geremia il Petrarca fece posizionare una tribuna supplementare, questa volta no.

E’ per questo che il biglietto è arrivato a venti euro? Scarsa capienza e necessità di incasso? Forse si, forse no ma in tutti i casi fatevi i conti, la differenza è di circa € 10.000 di incasso in più e, basta immaginarsi qualche paragone, si vede subito che quella cifra non è proprio un gran patrimonio. Questo ci da sicuramente la misura di quanto povero sia diventato il nostro campionato.

Una cosa prima della chiosa. Da queste parti non ci capisce perchè, come hanno scritto molti media e alcuni giornalisti rinomati, portare il biglietto a 20 euro fosse uno screzio (in giro si è visto scritto ben di peggio) ai tifosi di Rovigo. Quelli di Padova pagano lo stesso importo e, pensate, venisse uno da Treviso, anche lui lo stesso!

Ci sono però due commenti su questa cosa dei venti euro che sono parsi da queste parti entrambi veri ed entrambi importanti, vediamoli.

Il primo che mette molto bene il dito sulla piaga è proprio Umberto Casellato Head Coach dei rossoblù che, interpellato sulla questione dei venti euro, dice al Gazzettino:” E’ sempre la stessa storia. Questo campionato è un far west. Non c’è una una Lega che controlli le società e alla federazione non importa nulla. Non ci sono regole precise….  Questo Top12 non interessa a nessuno, quando il presidente Francesco Zambelli si lamenta ne ha tutte le ragioni“.

Il secondo commento è del Direttore Generale del Petrarca Vittorio Munari che, sempre su questo argomento e sempre al Gazzettino in settimana ci ha regalato una delle sue fastidiosissime perle dicendo:”Per le cose che si amano i soldi non contano“. Certo la battuta non è di quelle che “dirimono” e riappacificano ma, dall’alto dei ben dieci euro in più, riuscite e dargli torto?  Il Derby d’Italia è cominciato.