Alla Cortese Attenzione Enrico Grassi – Presidente Valorugby Emilia

Egregio Presidente

la sua squadra di Top12 sabato scorso in trasferta a Roma presso la Società Fiamme Oro per un match del nostro massimo campionato si è deliberatamente rifiutata di partecipare al Terzo Tempo con tecnici e giocatori avversari. Un comportamento volontario e risoluto, una scelta dura e precisa della vostra Società, una scelta che ha cancellato in un solo momento non solo una delle tradizioni più care del nostro sport ma soprattutto uno stile di comportamento basilare nel rugby e per il rugby.

Lo sconcerto è ancora più grande se si ricordano i secondi finali di quella partita con tutti i giocatori, di entrambe le squadre, che, dopo un match bellissimo e difficile, si complimentavano gli uni con gli altri. Eppure la sua Società ha scelto quel modo odioso del disertare il Terzo Tempo per concludere la sua partita. 

Non le scrivo per chiederle come mai può essere accaduta una cosa così, è inutile farlo, perchè qualsiasi motivazione è assurda in quanto il comportamento da voi assunto è ingiustificabile a prescindere. Certe passaggi nel nostro rugby sono ancora intoccabili. 

Il vostro comportamento semmai fa sorgere il dubbio che il raccontare nel nome della vostra Società dei “valori” del nostro sport non significhi magari che siate voi a decidere quali siano a quando sono validi e quando no. Sabato scorso avete deciso che evidentemente non toccava. 

Non sto nemmeno a spiegarle perchè il Terzo Tempo va sempre onorato e quale sia il suo significato, sono certo che lo sa, una cosa del genere, quando si sta nel rugby, o la si sa già o cosa ci si sta a fare in questo straccio di mondo ovale? Certo oggi c’è la moda di derubricare i Valori del rugby a mero insegnamento per i ragazzini creduloni, il solito attacco cinico alla bellezza del nostro sport. 

E’ evidente che il sottoscritto non fa parte della schiera di pessimisti e qualunquisti che dice che i Valori del nostro sport, così ben incarnati anche nel Terzo Tempo, sono roba passata, perchè invece sono veri, sono reali. Il sottoscritto per primo si rende conto che tante cose non vanno nel verso giusto nel nostro mondo ma tutto questo non basta per abbattere e rinnegare l’essenza stessa del nostro sport: i suoi Valori fondanti.  Insomma, se io devo scegliere da che parte stare, con tutti i miei difetti, scelgo quella dei Valori. L’altra è più comoda, si sa.

Perchè le scrivo allora? Volevo chiederle Presidente: Lei da che parte sta?

Un cordiale saluto

Stefano Franceschi

 

28 genn – AGGIORNAMENTO In serata  ho ricevuto la risposta del Presidente del Valorugby Grassi che potete leggere cliccando sul seguente link  Lettera Enrico Grassi  o anche qui sotto.

29 genn – ULTERIORE AGGIORNAMENTO Questo pomeriggio è pervenuta anche una nota delle Fiamme oro Rugby che pubblichiamo sotto la lettera del Valorugby.

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Egregio Sig. Franceschi,

Io non so chi Lei sia, apprendo della Sua esistenza nel momento in cui mi perviene questa sua “lettera aperta” e sono sicuro che anche Lei non mi conosce e non ha mai posto la minima attenzione a quanto ho raccontato pubblicamente del mio rapporto con il rugby, delle ragioni che mi hanno spinto ad impegnarmi in prima persona per lo sviluppo di un club e del movimento in Emilia.
Solo la Sua non conoscenza penso possa giustificare i giudizi morali che esprime nella lettera e che non corrispondono alla realtà delle cose.

Se mi conoscesse, saprebbe bene il valore che ha per me il terzo tempo: avvicinandomi a questo sport da ex calciatore, mi sono innamorato soprattutto del Terzo Tempo e della cultura del rispetto nei confronti dell’avversario da parte di tutti, pubblico  compreso, trovando affinità di visione personale e aziendale con i suoi valori: è splendido partecipare all’incontro di festa nel post partita, anche dopo scontri intensi e giocati sino all’ultimo respiro come è stato il match con le Fiamme Oro.

Ma il fatto di essere innamorato di una cosa, non significa accettare ripetutamente e supinamente comportamenti contrari a questo spirito. Condivido con Lei l’assunto che il terzo tempo sia una tradizione e uno stile di comportamento, ma nella mia
vita non ho mai privilegiato “la forma” di un rito, seppur bellissimo, a scapito della sostanza dei comportamenti.
A tutti i miei collaboratori dico sempre di fare qualsiasi cosa abbandonando le tre I e usando solo le tre A: se uno abbandona Invidia, Ipocrisia e Indifferenza, e usa solo Amore, Amore e ancora Amore per quello che sta facendo, il risultato è obbligato a
venire.

Sabato scorso i dirigenti e i ragazzi del Valorugby, che erano presenti sul posto al contrario di Lei e di me, sono stati coerenti scegliendo di non essere ipocriti o indifferenti. Sarebbe stato più semplice addurre la scusa del treno. Altri lo hanno
fatto, senza alcuna polemica.

E qui mi fermo: quel che c’era da dire sull’episodio, è stato prima condiviso con i dirigenti delle Fiamme Oro (a questo proposito, sin da ora invito il generale Armando Forgione, presidente delle Fiamme Oro a Reggio Emilia, in occasione della prossima partita, per fargli vedere come accogliamo noi gli avversari e come viviamo il post partita e l’ospitalità al terzo tempo) e poi scritto nella serata di sabato in un comunicato che Valorugby ha inviato sia alle testate giornalistiche che ai blog come il Suo.

Qualora, per un disguido, non lo avesse ricevuto, glielo trasmetto nuovamente con richiesta di pubblicazione.

Tanto le dovevo.
Buon rugby!

Enrico Grassi
Presidente Valorugby Emilia