Il Top12 riscatta se stesso regalandoci un match bellissimo, uno di quelli che ti fanno capire cosa potrebbe essere il nostro campionato.se…. E ci fermiamo qui.

Insomma Fiamme Oro Vs Valorugby è stata una cosa davvero speciale ed è finita in pareggio.

Ma è stato davvero un pareggio? In effetto solo il risultato in campo ha detto questo, certo che aver costruito un match così intenso, positivo, denso di argomenti tecnici e con una media di errori spaventosamente più bassa rispetto a quella che si vede di solito in Top12, deve far inorgoglire alla pari entrambe le squadre.

Alla fine però sono le Fiamme Oro che portano a casa 3 punti in classifica in virtù delle 4 mete segnate contro i 2 degli emiliani e sono le Fiamme Oro che possono recriminare la vittoria mancata di un soffio. Del resto il calcio finale assegnato all’ultimo secondo dall’Arbitro Liperini al Valorugby non è per un fallo di gioco ma per la lingua troppo lunga del cremisi Quartaroli, Farolini imbuca fra i pali (6/6 il piede dell’estremo emiliano) e le Fiamme perdono l’occasione. Bisogna saper vincere.

Il Valorugby esibisce una velocità in certi momenti impressionante, perchè è pura velocità di esecuzione del movimento, una cosa  che lascia spesso sul posto gli avversari, provoca placcaggi in ritardo, crea buchi nella difesa e favorisce il gioco di evitamento degli emiliani. Il Valorugby insegue il puro spettacolo, fa vedere un gran rugby di attacco con gestione di incroci da far girare al testa e conquista di territorio mai finalizzata solo a se stessa, nasconde la palla agli avversari più volte, rende impraticabile la caccia al pallone. Anche la difesa, davvero molto buona, gioca sulla velocità, sempre avanzante e sempre alla ricerca del possesso. Una vera asfissia. Un gruppo di gran qualità dove emerge il solito gran Majstorovic, si è già detto del furetto Farolini ma due note di merito speciale vanno ad Amenta e Luss per aver tenuto in piedi e fatto funzionare molto bene quello che è stato il reparto dalla sofferenza: la mischia.

La partita in effetti, tolti i primi dieci minuti, la fanno le Fiamme Oro, il pallino esce raramente di mano dai cremisi che anche quando sono in difesa, ottima fase di gioco, forse la migliore per loro, danno sempre l’impressione di avere il bandolo della matassa.

I ragazzi di Guidi si adattano molto bene nel corso del match alla velocità avversaria e poi rispondono con una gestione delle fasi statiche nettamente superiore agli avversari, in particolare la piattaforma da ordinata è stata cremisi, spaventosi per tecnica e potenza certi drive delle Fiamme.

Quando anche i poliziotti tentano la apertura e la velocità fanno metri ma sono i successivi raggruppamenti che riescono a fare la differenza. La squadra cremisi gode di maggior equilibrio, più armonia fra i reparti rispetto agli avversari, forse anche per questo riesce a segnare una meta quando è con un uomo in meno. Azzolini (al piede solo 4/6) vince per fantasia e capacità di attacco della linea la sfida con il suo avversario pari ruolo Rodriguez , Zago è il vero man of the match mentre una segnalazione merita il centro classe ’98 Alessandro Forcucci che tiene duro su una linea di fuoco.

Vincono i cremisi, anzi no, pareggio. Guidi sa chi ringraziare.

Colorno vince una partita molto combattuta ma che troppo spesso ha navigato sulla confusione, un match dove a tratti si vede buon rugby ed in altri momenti la tensione della posta in gioco ha il sopravvento. I Lyons passano troppo tempo a cercar di capire come tenere la palla per sperare di giocarsi anche il match. I ragazzi di Cristian Prestera sono invece più ordinati, imbastiscono fasi cercando la continuità, mantengono territorio e possesso per larga parte del match pur giocando mezz’ora con un uomo in meno a causa un cartellino rosso estratto da un paziente Mitrea per somma di ammonizioni ad un irruento Chibalie.

Il Colorno merita perchè ha una buona combinazione nei suoi primi otto, i Lyons si affidano un po’ troppo alle individualità. Nel Colorno brillano in terza linea Borsi ed il solito Jacopo Sarto, Van Tonder è un vero genietto ed Alvarado fa suo il ruolo in campo. Fra i Lyons il solito ottimo Bruno e poi al top è Bottacci.

Al Calvisano basta un tempo per avere ragione di un Petrarca stralunato e confuso, dedito al bel gesto ed alla corretta ripetizione dello schema che non alla sostanza. Lo schieramento messo giù da Marcato racconta di un tentativo di cambiamento ma non c’è una regia in campo e si fanno troppi errori di esperienza e troppi falli. Marcato ha un problema grosso da risolvere i punti arrivati questa volta non fanno davvero testo, il problema in attacco rimane (e le prime linee oggi come oggi devono essere due).

Il risultato è infatti è un po’ bugiardo, a leggerlo sembra ci sia stata partita invece il Calvisano è superiore in ogni fase e sul 23 – 3 molla un po’ l’accelleratore del match che fino a quel momento ha gestito senza alcun affanno.

Gioco arioso e veloce quando vuole, il giallonero è anche durissimo ed autorevole sui punti di incontro. Il Calvisano gioca il dritto per dritto come la ricerca dello spazio, ha una mediana che attacca la linea e gestisce bene l’usura dei suoi. Pescetto è un gran giocatore, Susio prezioso, Vunisa è Vunisa, Davide Zanetti, seconda linea bresciana della Valtrompia, classe 1995, è sicuramente il super top del match.

Questo Calvisano ha ancora tante cose da dire in questo campionato che celebra il Rovigo in vetta solitaria. Nel pareggio di San Donà Viadana trova la sua uscita dall’area calda della classifica. Esattamente il posto dove i Medicei fanno precipitare la Lazio. Per ora.

Uuuuhhh quante cose si è scritto questo lunedi. Troppe. Portate pazienza ma è un Top12 da vedere.