Impossibile non vedere subito le tre mete di Ugo D’Onofrio che gli regalano il Man Of The Match, danno alle Fiamme Oro i 5 punti ed il quarto posto in classifica davanti a quel Petrarca dal quale hanno perso solo la settimana prima (e quella prima e quella….). Tre mete così non sono un caso, il seconda linea cremisi le infila per il corretto senso della posizione nel suo ruolo, per la corretta interpretazione del suo ruolo sui cinque metri, per la corretta interpretazione del suo ruolo nel gioco di reparto anche dentro i ventidue. Bravo. La cosa importante però è che non sono tre mete di “talento personale” ma assolutamente di squadra: un team che è capace di giocarsi un asso. Questo è rugby! Sono Cornelli e Kudin gli altri due “assi” del match cremisi.

Per il resto le Fiamme Oro sono un team a corrente alternata che cambia umore sei volte nello stesso match, una mancanza di assetto mentale che il Coach Guidi maschera raccontando della difficoltà a difendere; qui tocca invece segnalare un reparto cremisi dei trequarti ampiamente deficitario e carico di personalismo, insomma: ” ‘na tragedia”.

I Lyons ancora una volta sotto di “uno” ma che portano a casa due punti. Squadra solida e pesante quella piacentina che però cerca prevalentemente lo spazio e sfrutta bene la discreta velocità che si trova nelle gambe, muove bene la palla ed incontra con sufficiente risultato. Per questo match paga pesantemente un cartellino giallo ed un po’ di confusione nei momenti topici, specialmente in attacco. Però la classifica ora sorride in attesa dei prossimi tre grandi match salvezza che la vedranno opposta nei prossimi tre turni a: Medicei, Colorno, Lazio. Urca che botti !

Il match clou era a Reggio Emilia ed il Valorugby si impone in lungo ed in largo contro il Petrarca. Gli emiliano si trasformano almeno tre volte nel match, dimostrando una capacità di manovra ed una maturità straordinaria. Il primo tempo è un piccolo disastro, specialmente fra i primi otto, in genere la squadra di Manghi non trova le linee di gioco complice anche un reparto degli avanti in difficoltà. Il secondo tempo degli emiliani ha due volti, quello deciso e competente della zampata iniziale e quello cinico e d’esperienza del contenimento finale. Da far davvero paura a tutto il campionato.

Il Valorugby del secondo tempo è bello sia per la compostezza con cui gestisce difesa e possesso, per come insiste nel togliere fiato e rubare palla all’avversario e per come aziona dalle fasi statiche i propri trequarti. Gioco molto fisico e determinato con una difesa che ragiona sui centimetri. Majstorovic e Rodriguez essenziali e decisivi, Panunzi è davvero ok, Balsemin tiene bene il compito pesante che ha,  Sanavia alla fine vince  la sua sfida.

Il Petrarca è davvero pochino, tanti individualismi ed una sterilità di punti che viene da lontano, cresce solo quando entrano in campo l’esperienza di Rizzo e Conforti ma è palesemente tardi. Da segnalare una generale incapacità al placcaggio da parte di troppi (trequarti in testa) che in Top12 sarebbe il caso evitare anche se il problema di giornata è il mantenimento del possesso. Un dato che va citato: Carnio sbaglia sei lanci dalla touche in mezz’ora, qualcuno dello staff ha sbagliato qualcosa.

La conduzione tecnica petrarchina lascia diversi interrogativi: tanti giovanotti in campo direttamente da titolari che non fanno però una gran qualità collettiva, poi la cosa di giocare davvero solo un tempo (accade da diversi match),  i cambi che non sono determinanti nell’assetto delle partite, le fasi di attacco percentualmente troppo infruttuose rispetto al numero proposto. Davanti i neri padovani avevano oggi un grande avversario con dei grandi nomi sul tabellino, però la prima prova vera in questo campionato per questo Petrarca è una stecca clamorosa.

L’altro urlo di gioia emiliano arriva da Colorno dove si assiste ad un match fluido e di gran dinamismo anche se con qualche errore tecnico di troppo.

Match divertente ed il merito pende decisamente dalla parte della Lazio che cerca sempre di giocare sul movimento, punta gli spazi e sposta palla con velocità per cercare di diminuire gli impatti sui solidissimi avversari. E’ sulla superiorità al largo che marca la sua rimonta (complice un cartellino giallo ai rossi di Prestera) che non sa mantenere perchè le maul avversarie non sono semplici da gestire. Un applauso a Cacciagrano che fa “di più” ed a Nicolas Cantarutti, apertura classe ’96, argentino, che dimostra grande verve d’attacco. E poi c’è Coronel, ovunque, gran match il suo

Il Colorno se la gioca dove sa di essere più forte, primi otto, mischia e maul devastanti, ma senza un vero eccesso di trazione anteriore. Certo, qualche momento di confusione emerge quando si cerca il gioco aperto dei trequarti, ma in genere anche quelli  in rosso mettono giù parecchie gambe ed un gioco a viso aperto. Tutto suggerisce livelli di classifica diversi da quelli che si sono visti all’inizio per questi di Colorno anche se ci sono ancora troppi errori individuali che vanno cancellati. Colorno scopre il bello di avere con se un grande Halvosern, ma le attenzioni da queste parti si posano su Modoni e Cicchinelli e soprattutto in prima per il ’99 Tommaso Gemma che fa un match di gran qualità.

Il Top12 che parla emiliano è una storia che viene da lontano e che più prende vigore meglio è per tutto il rugby.  In questo momento difficile per il rugby italiano le aree ad alta vocazione ovale devono saper rispondere con forza, dal Top12 arriva questa bella risposta ed allora: evviva!