Il nostro rugby è in “blocco”. Nazionale maggiore o altro azzurro, franchigie o Top12, come per qualsiasi altro argomento di vertice, esiste una sospensione generale della situazione coperta, lato federale, da una nuvola di valutazioni positive e di ottimismo che francamente adesso cominciano a destare sconcerto.

La Nazionale ha visto il suo “head coach” dire “addio” in anticipo, come se fosse una cosa normale. E’ infatti lui che ha detto “basta”, ha ringraziato ed è andato, e tutto ha fatto silenzio.

Le franchigie sono sospese, la programmazione dei prossimi anni inesistente, ad esempio la domanda, suffragata da denaro contante, messa sul tavolo federale dal Petrarca Rugby per entrare nel Pro14 è stata anch’essa sospesa ed attaccata ad un filo sottile. La Benetton che dice di voler andare a giocare in giro per l’Italia taciuta dai vertici FIR.

Il Top12 che ancora non ha una sua Lega ad occuparsi di lui e che vive sospeso in attesa qualcuno gli dica che fine farà.

Niente smuove questo atteggiamento di “blocco” del nostro rugby, anche se gli spalti sono mezzi vuoti e lo sono a Treviso con Zatta che si arrabbia, lo sono ancor di più a Parma e la situazione si replica anche se le Zebre si trasferiscono nella “capitale”, Calvisano. Lo sono in Top12, lo sono nelle dirette streaming. La FIR fa la campagna “Black Friday” per vendere i biglietti del Sei Nazioni.

Non c’è alcuna emergenza, eppure il rugby in Italia perde terreno, e c’è quel blocco che rimane. Perchè?

Forse perchè siamo agli ultimi mesi di gestione di questa Presidenza ed il suo “piano” non si è ancora chiuso. I più dicono che mancano ancora alcuni tasselli che stanno molto a cuore e la cosa toccherebbe la Nazionale, le franchigie e lo stesso campionato.

Tutto bloccato e tutto in silenzio nel nome di un sistema (chiamato “regolamento”) che garantisce al vertice federale poteri di fatto assoluti: una monarchia. La fotografia del momento attuale regala meglio che in ogni altro negli ultimi anni la totale dipendenza del nostro rugby da una sola persona e dal suo “piano”.

La cosa potrebbe essere spezzata anche oggi, se qualche Consigliere Federale avesse il coraggio di dire che … se le Società avessero il coraggio di costituirsi in Lega…, ma non c’è segnale che qualcosa possa accadere e poi quel sistema (chiamato “regolamento”) potrebbe punire ed escludere chi dicesse/facesse contro il parere del  …. “monarca”.

Il prossimo settembre ci sarà l’Assemblea Federale e le Società dovranno darsi un nuovo vertice. Andremo in cerca del prossimo Re o del futuro del rugby?

2 Comments to: LA MONARCHIA ASSOLUTA O IL RUGBY?

  1. Paolo Sarri

    dicembre 10th, 2019

    Una domanda, spero non indiscreta, che in parte c’entra con l’argomento trattato in questo articolo.
    Cosa ne pensa il Nero del progetto “Sedicesimo uomo” che sta nascendo in questi giorni?
    Sono curioso di saperlo da chi ne sa (molto) più di me di rugby.

    • dicembre 19th, 2019

      Sedicesimo Uomo? Quando riesco a capire che cosa è te lo dico e poi magari se ne discute.