Se il Presidente della Lazio quando si è lamentato a mezzo stampa dello scarso rendimento dei suoi credeva di rifarsi a Calvisano allora oggi ha un brutto mal di testa, brutto ma anche prevedibile. Ognuno gioca con le risorse messe a disposizione e la Lazio di quest’anno ha anche qualche schizzo di fantasia ed un po’ di velocità in meno rispetto allo scorso anno. Nonostante questa evidenza il fondo della classifica le è toccato, dopo cinque giornate, causa sconfitte con Mogliano, Petrarca, Fiamme Oro, Valorugby, Calvisano Fate un po’ voi. Il campionato della Lazio deve ancora cominciare.

I Medicei invece erano là in fondo alla classifica e, perentori, hanno detto che non ci stanno e messo in campo i valori di base del proprio rugby che in giornata ha gestito con: essere pesanti in attacco, mantenimento del possesso, fasi statiche attente. Poi c’è stato Rodwell ed una “doppia” prima linea che ha gestito bene il match. Rorato si fa vedere, Boccardo convince.

Colorno non pervenuto, è vero che la partita è stata nel primo tempo ma il secondo è fatto apposta per recuperare, mentalità da rivedere.

Il Mogliano è la brutta bestia del Petrarca da tempo e Costanzo è riuscito a ribadire la cosa mettendo in campo una sontuosa difesa, una preparazione atletica invidiabile e soprattutto un piano di gioco perfetto per gli avversari. Però è la “testa” l’elemento vincente di questo Mogliano, saldo nei momenti in cui gli avversari decidono che devono “andare” e concreti quando si tratta di spiazzare la scarsa consistenza dei padovani, gestione del punto d’incontro tutta moglianese, gioco al piede preciso e ben utilizzato, difesa asfissiante sotto i ventidue. La meta di Crosato è una corsa di Guarducci su presa al volo che passa indisturbato davanti a sei giocatori in nero, questo la dice lunga sia sulla attenzione pignola del Mogliano alla conquista sia sulla giornata dei neri. Il Mogliano ha un Ormson stellare e poi un team complessivo molto coordinato nel quale emergono Pavan e Caila. Questo Mogliano può far paura a molti.

Il Petrarca è generalmente pessimo, trova forse per la prima volta una squadra davvero impostata per giocare contro di lui e non riesce nemmeno a comprendere quale sia il filo della matassa. Difesa a tratti inesistente ed attacco evanescente, disattenzioni e troppi falli. Disomogenei. Non sembra una semplice” giornata no”, c’è molto da lavorare.

La giornata ha riservato anche i risultati fotofinish, ma il Viadana a Roma ha poco da recriminare: giochi interi pezzi del match bello largo? Eccoti servito. Perchè le mete che i mantovani prendono per eccesso di confidenza con gli spazi sono almeno due e quella di D’Onofrio alla fine del match ha il marchio di una difesa giallonera che deve ancora fare tanto esercizio ed una squadra che deve andare oltre le magie di un ottimo Ceballos. Sull’altro lato le Fiamme Oro ringraziano ma dimostrano anche il loro disagio a giocare con squadre di buon dinamismo, la vittoria che arriva a frutto di “esperienza” più che di sostanza di gioco.

Rovigo se ne faccia una ragione, San Donà meritava di più, il secondo tempo è stato biancoceleste il dominio del fango anche, lo zampino finale di Ferro è quello di un team rossoblù che la sa più lunga in fatto di “finali”  “minuti finali”. Quelli del Piave arrivano a Rovigo da vittime designate ed escono da vincitori anche se con solo un punto. Casellato deve ancora lavorare molto sulla fase di attacco di un Rovigo di scarsa efficacia che si salva con una corsa in drive nel fango. San Donà può puntare a qualcosa di più Green lo sa, Marusso ci faccia un pensierino.

Le difese protagoniste non del freddo e del fango ma degli schemi degli allenatori, questo è il vero verdetto di giornata dopo cinque giornate. Togliere spazi con schieramenti solidi, linee sempre molto fitte e gioco pesante sul breakdown. E’ un campionato che si prepara prima a difendere e poi ad attaccare, il vecchio “primo non prenderle” prevale sulla logica della meta finale, l’appoggio ad un buon piede è il primo alleato di difese già molto consistenti quando alte sul campo, più che il recupero di palla si punta al logorio dell’avversario. Il Top12 di queste cinque giornate si fa vedere così’. Non è proprio spettacolo ma i valori in campo sono a volte talmente diversi che solo una gran difesa è davvero l’unica cosa che può puntare al “pareggio”.

Top12 ancora in sospensione. Calendario groviera.

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