Chi segue la realtà economica nazionale sa molto bene che ai vertici di uno dei gruppi assicurativi (e molte altre cose) più importanti del nostro paese è in atto uno guerra manageriale fatta di colpi bassi e strategia di potere. Si parla di Cattolica Assicurazioni, recentemente il suo Consiglio di Amministrazione ha tolto le deleghe (una specie di licenziamento unilaterale) all’Amministratore Delegato Alberto Minali.

Cattolica Assicurazioni è il Main Sponsor della nostra Nazionale di rugby.

Le contestazioni mosse all’AD dai Consiglieri di Cattolica sono sostanziose, prima fra tutte l’intenzione dell’AD di trasformare la Società in una Spa. Niente rugby fino a qui.

Però nell’elenco di contestazioni mosse dal CdA al Dott. Minali c’è proprio anche il rugby, l’ex Amministratore viene tacciato di gestione “non trasparente” nella scelta di sponsorizzazioni e, fra queste, anche quella della Nazionale italiana di rugby.

La FIR non c’entra nulla con la questione, ovvio, sicuramente il contratto è solido, trasparente e ben firmato, le clausole sulla rescissione, o risoluzione o recesso, saranno magari coperte da penali o vincolate a procedure guidate e via così. Almeno si spera perchè dei contratti FIR, tutti, non si sa nulla, sono sepolti sotto il segreto di uno statuto che, quello si, di trasparente ha poco o nulla.

In tutti i casi la FIR su questo aspetto ha mantenuto il silenzio (voi non avete notato la differenza perchè lo fa sempre su tutto) e fin qui ha fatto bene ma ora che la cosa è apparsa anche sulla stampa e non è più una diceria degli ambienti veronesi o milanesi, che fare?

Sicuramente già al tempo del “licenziamento” di Minali la FIR si sarà informata sulle motivazioni e, saputo di far parte della guerra interna al Gruppo Assicurativo, avrà tutelato la propria posizione con lettere di avvocati e richiami alla integrità dell’immagine del rugby italiano. O meglio, non sappiamo se la FIR abbia fatto tutto questo ma ci si sente di suggerirlo perchè le malelingue in giro che non vedono l’ora di ammazzare il nostro sport sotto la solita sequela di accuse sulla nostra presunta superiorità morale sono sempre pronte.

Far parte della guerra interna a Cattolica è almeno fastidioso ma ci si rende conto che per certe attività finanziarie il rugby potrebbe far parte solo dei “danni collaterali”. Questo non è bene.

Girando le spalle alla FIR ed alle sue silenziosissime manovre (talmente silenziose che potrebbe sembrare non ci siano proprio) viene però adesso da chiedere a Cattolica Assicurazioni: perchè il suo CdA consideri poco trasparente la gestione del contratto di sponsorizzazione, perchè sia stata fatta trapelare alla stampa anche questo pezzo di notizia inerente il nostro rugby e quale utilità potrà avere, se sa che, nell’ambito di una discussione tutta finanziaria che di “sportivo” ha ben poco, il rischio di ledere l’immagine del nostro sport in Italia e nel Mondo è concreta.

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