La Benetton sta approvando il suo ultimo Bilancio, i numeri parlano di circa un 5,5 milioni messi di tasca propria e circa 4,5 messi dalla FIR nei vari modi conosciuti. I risultati ci sono stati e quel 5,5 è il primo numero che dobbiamo tenere a mente.

Il secondo numero è quello delle persone che fanno parte dello Staff della squadra trevigiana ed è, salvo aggiornamenti in ascesa, di 24 persone. Sono 24 professionisti che seguono l’avventura “celtica” dei biancoverdi. Tanti davvero e questo è il secondo numero da tenere a mente perché con questi numeri i risultati ci sono stati.

Eppure nel mondo del Pro14 alcune squadre hanno esattamente il doppio dei professionisti a disposizione del team (in Irlanda ad esempio) e magari un budget quasi doppio rispetto a quello della nostra stella in quel campionato.

Sono cifre da capogiro per il rugby, sono dettagli che lasciano senza respiro, però il grande rugby, quello che va ai Mondiali, quello che passa in televisione (non su facebook), quello che raccoglie visibilità, anche non sempre proprio meritata, passa da questa porta qui.

Cinque virgola cinque è un numero che in Italia non si può permettere nessuno. Se qualcuno esistesse le Zebre non sarebbero da anni a totale carico del movimento del rugby italiano, se esistesse il Presidente Federale non dovrebbe raccontare al Consiglio Federale di un fantomatico possibile socio inglese per le stesse Zebre (un tipo pronto a fare ricca la federazione italiana).

Il rugby italiano questo spazio non ce l’ha. Però per arrivare in cima alla montagna del rugby di oggi pare si debba passare solo da lì. Una parte della strada l’abbiamo già fatta ed il prezzo pagato è stata la quasi scomparsa del rugby su larga parte del nostro territorio, la concentrazione di pochi talenti in poche realtà, la sparizione dalla vista dei nostri campionati.

Cinque virgola cinque e ventiquattro contro tutto il resto. Ecco lo spunto di riflessione di oggi: e se non avessimo il fisico per scalare la montagna? E se una volta arrivati sulla montagna ci accorgessimo che non ce nessuno a valle ad applaudire l’impresa?

E’ una domanda senza risposta? No. Allo scorso Consiglio Federale il Presidente ha (di fatto) detto che questa risposta arriverà dal prossimo Consiglio e dal prossimo Presidente che scaturirà dopo l’elezione di Settembre 2020.

Dieci mesi che contano tutto il futuro del nostro rugby. E’ il momento che ce ne rendiamo conto.