Oggi questa pagina sarà letta dal cinquanta per cento di persone in più rispetto ad un altro lunedi. Perchè? Magari la risposta non piacerà ad una parte di voi, piace poco anche da queste parti, ma ecco il perchè:  non c’è il Top12. Questa è la realtà.

Questo spazio web ha sempre avuto come “campionato-vocazione” il massimo campionato italiano, ora Top12. Su questo investe la maggior parte delle sue fatiche, per far uscire il lunedi mattina una pagina web che ragioni non solo con i  risultati del campo ma anche parlando di arbitri e di valutazioni tecniche, di permit player e di ragazzi accademici, di questioni organizzative fino ai commenti degli addetti ai lavori. Una attività che tenta appunto ogni lunedì di tenere in piedi il filo logico del massimo campionato italiano.

Questo campionato, da quando “Il Nero il Rugby” esiste, è profondamente cambiato, è regredito, molto, ma non ha perso solo forza, ha perso impegno economico, visibilità, ha perso tanti spettatori ed estimatori in genere.

Da queste parti si scrive quello che si pensa, non si contano i click per farlo, però una occhiata all’audience del Top12, essendo il campionato-vocazione, la si dà e dobbiamo dirvi che se il lunedi si pubblica una cosa diversa dal Top12 i lettori aumentano fino ad un +50%. Fino a soli due anni fa era il +30%. Il campionato italiano sta perdendo terreno a vista d’occhio.

Ma i suoi dirigenti tacciono.

Pur sapendo che molti di loro non sono per nulla interessati alla reale questione comunicazione-marketing-strumenti-web-social va fatto notare che il Top12 non ha solo le gradinate degli stadi che si stanno sempre più svuotando ma che il livello di appeal sul “www” sta piano piano scemando (si può anche guardare l’audience delle dirette facebook delle partite di campionato e raffrontarlo alle prime realizzate da “The Rugby Channel“).

Permangono in questo senso fenomeni locali meno negativi di altri ma, diciamo la verità, nemmeno più a Rovigo è facile di questi tempi attivare interesse per il rugby italiano.

Questo spazio web mantiene la sua vocazione ma la risposta a come far crescere certi numeri è, purtroppo, il campionato stesso: se il Top12 non si dimostra all’altezza degli spettatori che potrebbero frequentarlo non ha nessuna possibilità di aumentare interesse e visibilità.

Però…. andiamo avanti… perchè comunque il +50% regala anche un segnale di altro tipo, questa volta positivo: c’è ancora molta voglia di rugby. Chi la può intercettare? 

Il progetto della FIR non prevede sia il campionato italiano e questa idea si sta piano piano allargando a tutte le parti in causa, di ogni sponda, inclusi oppositori alla attuale gestione. Forse anche per questo i Club più in vista del Top12 ambiscono ad andarsene (almeno tre su dodici) e qualcuno ha fatto già la richiesta scritta.

Ecco allora che dal banale dato del +50% di questo modesto spazio web si arriva ad una domanda ben più grande: qual’è il futuro di un qualsiasi massimo campionato italiano? Esiste?

One Comment to: IL MASSIMO CAMPIONATO ITALIANO NON HA FUTURO?

  1. novembre 19th, 2019

    Leggendo il tuo articolo mi è sembrato che parlassi proprio a me. Mi sono reso conto, con chiarezza meridiana, di un fatto che avevo a livello inconscio: il primo a non seguire più il TOP 12 sono io. Non solo non guardo le partite, ma non mi interessano nemmeno i risultati: neanche le fasi finali seguo più! Sono diventato un fan del rugby nel 2008, disgustato dallo scandalo Moggi nel calcio. Nei primi anni seguivo TUTTI i tornei del mondo, barcamenandomi con Internet, SKY di mio padre, LA 7 per il Sei Nazioni, i fusi orari ecc. Era una fatica enorme seguire TUTTO, ma mi piaceva ed avevo creato anche un blog tematico (“Tempo di Rugby”, forse lo avrai intravisto). Non ci sono più la forza e lo spirito di un tempo (ormai ho 50 anni!), passo molte ore in meno davanti alle partite, ma cerco comunque di guardare quelle che si preannunciano le migliori. Il Mondiale, per dire, nonostante il fuso orario, l’ho visto quasi tutto. MA NON GUARDO PIU’ IL CAMPIONATO ITALIANO. E’ faticoso (la RAI non lo trasmette più) ed è… NOIOSO. E’ triste, ma è così. Livello tecnico basso, agonismo altrettanto. Che senso ha?!