Il Giappone nel Sei Nazioni, questo tamburella da qualche giorno la stampa britannica con una dovizia di particolari preoccupante. Noi dell’azzurro abbiamo un po’ la coda di paglia ed allora, sentendo questa cosa, ci viene subito da esclamare “adesso ci fanno fuori“.

Gli inglesi non ci vogliono, si sa, hanno cantato per anni il ritornello della Georgia ma poi per i caucasici è andata male, anche il loro Mondiale non è stato nulla di buono, insomma la corona del massimo torneo europeo è arrivata sempre tre peli sopra la loro testa ma la forza per tirarsela giù non l’hanno mica avuta.

La questione del Giappone fa più paura, va ricordato che proprio ai Mondiali loro hanno già superato un test importante per entrare nel torneo europeo: hanno battuto sia Scozia che Irlanda. Quindi i jap potrebbero arrivare? E l’Italia? I media inglesi non ne fanno pesante menzione e questo forse preoccupa di più. Potrebbe essere allora un “Sette Nazioni”?. Dicono sempre quei bene informati che chi sta spingendo la cosa sia anche fautore del sistema delle “retrocessioni” e quindi…. ci siamo capiti.

Facciamo però un piccolo riassunto. Il Sei Nazioni sta per far diventare ricche le sei federazioni che lo possiedono, infatti a breve è previsto l’ingresso fra le quote societarie di un fondo di investimento che corrisponderebbe in cambio una valanga di milioni di sterline. La questione a quel punto è tutta legata a soldi e pubblicità. Ecco che, a ridosso di un gran Mondiale per quelli del Sol Levante, da tutti punti di vista, in questa ottica il loro coinvolgimento è un passo assolutamente possibile.

Perchè non solo il Giappone come team ovale ha fatto grandi cose ma anche i media, il numero di spettatori, la passione e la partecipazione vastissima anche davanti alla tv  del popolo giapponese sono stati elementi strabilianti, robe da far girare la cucuzza a chi da qualche anno è solo in cerca di soldi: le Nations del Sei Nazioni appunto.

In tutto questo che parte ha l’Italia? Posto che su quella barca di  milioni da prendere dal fondo di investimento per per dargli parte delle nostre quote del Sei Nazioni dovrebbe essere aperto un dibattito nel nostro movimento (prenderli, dice qualcuno, sarebbe un suicidio e forse non ha tutti i torti), la questione dell’invito da mandare al Giappone passa sotto silenzio fra i dirigenti ovali della nostra federazione. Vabbè, direte voi, quelli fanno silenzio per ogni cosa salvo che per le loro abluzioni politiche di autoreferenzialità, però una parola ci starebbe.

Il Giappone potrebbe entrare nel Sei Nazioni? Alcuni opinionisti dicono che il rugby di Alto Livello la sta ormai buttando tanto in soldi e che, di fronte a questo, i “tradizionalisti” del torneo più bello ed antico del mondo dovranno chinare la testa. Altri sostengono che certi ingressi fanno più male che bene proprio al budget economico, il marketing non dice sempre bene  quando si allarga a dismisura la dimensione di un mercato, è troppo facile disperdersi. Ha avuto più spettatori e/o riconoscibilità il Pro14 dall’ingresso delle sudafricane? Ahi ahi ahi, per nulla. Anzi.

La storia è appena iniziata.