Care Società di Top12, dai su, adesso basta, non è tutta colpa della FIR.

Perchè il massimo campionato è iniziato e con lui si sono fatti vivi i soliti brontoloni, mica gente qualunque, solidi Dirigenti. In Top12 ci si lamenta di un sacco di cose, chi per le righe del campo e chi per le tribune troppo vuote, chi per quelli che non scrivono le cose che piacciono, chi per il regolamento sperimentale e chi per gli arbitri, chi per il destino triste e baro, chi per gli orari o i giorni, e tante altre cose davvero elementari che si aggiungono a chi addirittura si vanta di aver messo il campionato su Facebook  e chi si lamenta, apriti cielo, perchè il Top12 il lunedi non ha una pagina sulla Gazzetta dello Sport. La realtà è questa, più su per ora non si va.

Tutto questo si fonde con una gestione della Federazione da disastro organizzato con un Presidente che dice tutto ed anche il suo contrario perchè tanto lui parla da solo ed aspetta i soldi del Sei Nazioni per distribuire amicizia.

Messe le due cose insieme ecco le Società distendersi beatamente sul mantra “è tutta colpa della FIR“…. e sul bisogno estremo di amicizia.

Però la FIR c’entra fino ad un certo punto. Il Campionato è stato abbandonato da tempo ma sono le Società le prime che hanno permesso questo accadesse e si sono guardate bene da intervenire. Ognuno per se e tutti per l’amicizia.

Così quest’anno, tanto per dirne due, il campionato è stato timbrato con il nome di una nota marca di birra, fonti di solito bene informate dicono la FIR abbia realizzato di fatto una “svendita”, poi sempre la FIR si è organizzata con il noto brand Social per trasmettere i match. Tutte cose che alle Società nulla portano ma che le Società per prime non hanno voluto gestire quando non hanno voluto la Lega dei Club.

Così come le Società di Top12 paiono non avere interesse sul fatto che i principi di omologazione dei campi siano più stretti, che gli arbitri siano davvero indipendenti, che i ragazzi delle Accademie seguano un nuovo percorso, che le regole sanitarie siano al massimo livello degli standard mondiali, che le novità tecniche siano concordate e programmate per tempo, che ci siano dieci regole di marketing che uniformino per tutte le Società i campi di gioco e la gestione dell’evento-partita. Queste sono fra le molte cose di cui spesso si è parlato e sulle quali le Società hanno fatto solo tanto silenzio e poi, con insana coerenza, non hanno voluto la Lega dei Club ovvero l’organismo che tutto questo e molto altro potrebbe fare per il massimo campionato italiano.

Si scrive questo perchè c’è nuovamente in giro il documento pronto alla firma: l’atto costitutivo per la Lega dei Club di Top12. Alcuni nicchiano ancora quando invece è l’ora di farci sotto il proprio segno perchè… “non è tutta colpa della FIR”.

E’ ora che le Società si prendano qualche responsabilità diretta, non si sa se questa Lega potrà dare davvero qualche frutto ma restare fermi e sopravvivere a suon di brontolamenti ed “amicizia” non è una soluzione per il rugby italiano.

Cari Club del Top12 questo è un appello affinchè aderiate a questa Lega dei Club. Poi speriamo prevalga il buonsenso. Di tutti, ma soprattutto della FIR.