Top12: fusti. (ho fatto la battuta! si è capita?)

Lo Stabilimento Peroni di Padova si colora di rugby con la presentazione ufficiale del Top12, il massimo Campionato italiano di rugby. Val bene ribadirlo, questo campionato è stato e rimane il campionato-vocazione del “Il Nero il Rugby”, insomma da queste parti resta il numero uno

Dalla presentazione di ieri si poteva uscire in tre modi, con un dubbio, con una domanda e dalla porta, molti hanno optato per almeno due opzioni anche se c’era in giro una marea di volti ossequianti. Wow ! Lasciamo perdere e vediamo di porre l’attenzione solo su quello che conta ovvero il “perchè SI” del Top12. 

Verranno i tempi in cui, discutendo di Top12,  ci toccherà parlare di altre cose: spunteranno le parole “livello” e “tempo effettivo”, ci girerà intorno il tema del “moderno” e poi gli accenni “agli altri” ma oggi si vuole ribadire la convinzione che questo campionato sia assolutamente da non perdere

Perchè dire “Si” al Top12? Ovvero perchè seguirlo, crederci e viverlo settimana per settimana.

ITALIANO Eh già., è il campionato italiano e, non bastassero i motivi nazionalistici, tipici nello sport, va ricordato che il Top12 è il risultato di tutto quello che succede ogni domenica nei campi di tutta Italia dal minirugby alle categorie maggiori. E’ il nostro modo di giocare a rugby, quello che insegnamo e che ci insegnano, quello che affianca fin da piccoli quelli che poi faranno gli Azzurri, quello che agita le mamme e fa così belle e colorate le nostre Club House. E’ il nostro campionato, gira per i campi dove giocano i nostri ragazzi e già questo ci potrebbe bastare.

Questo è il nostro rugby, quello italiano, seguirlo dovrebbe essere una naturale vocazione per tutti. Per i dissidenti e soprattutto per gli esteti ed i sopraffini ci sono tutte le settimane voli low cost per l’Inghilterra o la Francia ma oltre la Alpi nessun ragazzo in campo gli ricorderà mai il proprio figliolo o nipote.

SCUOLE DI RUGBY Si voleva scrivere “sincero” ma si è preferito direttamente l’accento sul fatto che il nostro massimo Campionato è davvero un confronto di Scuole di Rugby.

Vanno in campo ragazzi spesso cresciuti nello stesso Club del quale vestono la maglia, altri Club attingono invece per tradizione da specifici vivai, altri ancora sono un risultato quasi in “franchigia”. Anche i ragazzi che si spostano da un club ad un’altro portano il risultato della propria “scuola”, il riconoscimento di una specializzazione.

Insomma nel nostro Top12 c’è una sincerità tecnica di base nel XV che va in campo e questa determina davvero la carica di agonismo che poi si trova senza esclusione in ogni match.

APPARTENENZA I ragazzi vanno in campo con un forte senso di appartenenza alla maglia ed al Club. Sarà il sangue latino o altro ma i nostri ragazzi fanno davvero tutti onore al Club che li veste, che ha creduto in loro e/o nel quale molto spesso sono nati e cresciuti.

Scrivendolo vengono in mente molti esempi di ragazzi che hanno la maglia cucita sulla pelle ma citarli farebbe torto a troppi altri, perchè sono tanti, tantissimi. Di più. Il sentimento di “appartenenza” è la prima leva di ogni sport e, nell’Italia del rugby, il Top12 su questo è davvero una cosa… piena.

Il Top12 porta con orgoglio i propri colori, non è uno spot: è vero.

Ci vediamo sulle gradinate del Campionato Italiano di rugby. Forza Rugby !

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