Il grande giorno è alle porte e Conor O’Shea ha varato la Nazionale che dovrà affrontare il Sudafrica in una partita che vale una vita (lo ha detto lui). Faremo il tifo alla grande per questa nostra Italia che, abbiamo già scritto, ha bisogno come il pane di questa vittoria.  Questo però non è il tema che affrontiamo qui oggi (siete sullo spazio web  dei “brutti” dovevate aspettarvelo).

Prendiamo spunto però proprio dalla formazione che O’Shea ha varato per giocare la partita dell’Italia contro il Sudafrica, la più importante  degli ultimi anni.

Ci sono state molte critiche per la scelta di O’Shea di presentare una formazione con la negazione dell’utilità del reparto dei tre-quarti e la solita trafila di giocatori non di formazione italiana (decisamente stranieri) che la seconda e terza linea è tutta loro. Neanche questo però ci tocca in questo momento.

Il fatto che O’Shea abbia scelto che Bellini e Padovani stiamo in tribuna ci sta, ma solo perchè il capo è lui, del resto con loro a fare compagnia all’indisponibile Ghiraldini ci sono Mbanda, Fabiani; Pasquali, Palazzani, Bisegni. A proposito di gioventù.

Perchè la formazione di O’Shea svela alcune panzane che ci sono state raccontate durante i quattro anni che sono preceduti alla partecipazione a questi mondiali: la Nazionale dei giovani in verità non esiste.

Perchè la “giovane Italia” contro il Sudafrica va in campo, primo XV, con una età media di anni 28,2, superiore anche a quella dei nostri avversari, e ,alla faccia della gioventù, va in in tribuna con età media di 27,5 in panchina con 27.

La cosa che però salta all’occhio nel comunicato stampa FIR sono i soliti “famigerati” asterischi. Da anni vengono posti a fianco dei nomi dei giocatori per evidenziare che quel ragazzo è cresciuto in Accademia FIR.

Da anni ad ogni comunicato stampa con una lista “azzurra”, convocazione, formazione annunciata ci fanno vedere e ci sottolineano questi asterischi * per dimostrarci la forza del progetto e del vivaio federale, per farci vedere che ce la giochiamo con i nostri giovani raccolti e cresciuti direttamente dalla FIR.

La partita della vita contro il Sudafrica ha in campo solo 5 asterischi su 15 giocatori, altri 3 sono in panchina, in tutto solo 8 su 23 totali,. Solo 8 giocatori dell’Italia vengono dall’Accademia FIR, il numero di stranieri è superiore agli asterischi, i trentenni dentro e fuori dal campo sono 6 su 23. C’è bisogno di dire altro?

2 Comments to: CHI DI ASTERISCO FERISCE….

  1. Francesco Ricci

    ottobre 3rd, 2019

    Dicono che ci vuole pazienza, che i nostri ragazzi maturano un po’ dopo, e tutti gli anni occorre aspettare almeno due-tre anni per vedere i risultati, manco le accademie le avessero inventate l’altro ieri…

  2. gabriele

    ottobre 9th, 2019

    bravo Stefano, il titolo poteva anche essere “La verità ti fa male, lo so” o “Nessuno mi può giudicare”