Arbitri italiani se ci siete è ora di battere un colpo. Il silenzio federale è pieno dei vostri lamenti ma, perdonate, anche se siete arbitri ed il silenzio è anche una condizione tutta vostra, adesso forse non è più sufficiente.

Non abbiamo arbitri”, così dicono generalmente le Società mischiando con ragione il principio di qualità e quello di quantità. Basterebbe questo.

Poi c’è tutto il resto che parte dalla formazione e passa per la selezione, dai vostri tutor (??) e dalla gestione del campo di gioco. Non va tutto bene, si sa. Poi c’è la vostra rappresentanza, divisa in due, una uccisa dal sistema e l’altra non riconosciuta dalla FIR, per paura (ed anche un po’ per prepotenza).

Poi ci sarebbero le partite da giocare, i vostri posizionamenti fissi, alcuni sempre sugli stessi campi, come dei semafori più che degli arbitri. Per risparmiare. Già, per risparmiare sui rimborsi che ricevete con un numero imprecisatamente alto di mesi di ritardo.

In mezzo a tutto questo ci sono i vostri fischi in campo. Non va tutto bene, si sa.

E’ tutto molto triste?. Non è una gara fra lamentoni ed entusiasti (ammesso ce ne siano) siete tutti arbitri. Datevi da fare per esserlo al meglio, questo vi si chiede adesso.

Anche recentemente di cose sbagliate accadute nella vostra categoria in questi mesi se ne sono lette, non se ne parla volentieri che i campionati sono alle porte e vi si vuole pensare tutti sereni e rilassati, motivati e preparati. Davvero è così ma non tirate la corda con il vostro silenzio sulla nostra pazienza. Perchè voi, cari arbitri, non siete una entità diversa e divisa, siete parte del rugby, se qualcosa non funziona è ora di correggerlo.

Vi vogliamo solo all’altezza della situazione, specialmente quando avete il fischietto. Ma, se serve, anche senza.

Buona stagione arbitri. Siamo con voi e forza rugby.