Eppur si muove. Perchè il mondiale è appena iniziato e solo pochi incontri erano davvero speciali eppure il mondo ha tremato di vittorie e di insuccessi consegnandoci le prime “lezioni”.

ALL BLACKS La forza dei Neozelandesi è una cosa (la solita cosa) che troppi Coach e soprattutto dirigenti italiani non hanno voglia di segnarsi sul proprio quadernetto: gli skill sono la base ineludibile. E’ così che la Nuova Zelanda ha battuto un Sudafrica molto più aggressivo ed impostato, quelli in nero sbagliano meno e quasi nulla sui passaggi, i calci, la posizione, il movimento corretto in ruck, nel placcaggio e via così. Il Mondiale è ancora lungo apriamo tutti il quadernetto che ci fa bene.

KOLBE  che di nome fa Cheslin, ala del Sudafrica che ha fatto impazzire i neozelandesi. E’ alto 1,70 mt e pesa 74 kg, robe che gli avrebbero procurato la eliminazione da qualsiasi centro di formazione o accademia italiana dove ancora vigono le regole del “pesoperaltezza divisodue moltiplicato coefficiente virgolaefischia”. Ma, per fortuna di Kolbe lui viene da Western Province, si è fatto gli Stormers e adesso sta al Tolosa.. Un metro e settanta di gran rugby che i ragazzi bisogna vederli giocare (non basta misurarli).

ARGENTINA Ecco una delle due squadre del Mondiale completamente figlie del proprio movimento nazionale (senza aggiunte di magari qualche “pacifico” che aveva il trisavolo indio della Patagonia) che per poco non mette in ginocchio la Francia. Tutta colpa di un magnifico drop dei francesi messo dentro da uno che di cognome fa Lopez, ironia del destino. Comunque questa Argentina farà parlare di se tutto il Mondiale e la sua “scuola” di rugby è il caso venga indagata davvero ed a fondo perchè non è solo in alto nel Ranking lo è evidentemente anche nel metodo.

NAMIBIA Ha detto Phil Davies Head Coach della Namibia alla fine della partita con l’Italia:” Sono molto orgoglioso dei giocatori, e del modo in cui ci siamo adattati alla velocità del gioco, sono stato davvero felice delle mete che abbiamo segnato ed in alcuni momenti della difesa risoluta.” Chissà se si sarebbe mai immaginato di poter fare 3 mete all’Italia. Il rugby è bello per questo, ci sono tanti modi per vincere.

ITALIA  Ha detto O’Shea dopo la partita con la Namibia:”Siamo delusi dal modo in cui abbiamo giocato. Abbiamo un lavoro da svolgere in questi primi due match e questa non è la vera versione di noi. Prenderemo cinque punti e andremo avanti velocemente“. Dalle sconfitte onorevoli alle disonorevoli vittorie, questo Coach ci propone versioni poliedriche di una Nazionale vuota di qualità. Perchè solo alle mamme non è ancora venuto il dubbio che la “qualità” della materia prima sia un problema.

SCOZIA E TONGA nel primo match del loro mondiale sono rimaste a 3 punti fatti davanti ad avversari che puntano al bersaglio grosso (Irlanda ed Inghilterra) E’ sbagliato dire che gli eredi di Wallace ed i pacifici siano fuori fase, sono gli altri che sono a mille. Questi due match potrebbe dimostrare che il rugby si sta sfilando un po’ troppo. Spieghiamoci: troppo pochi che fanno cose troppo in alto. La super-elite è nemica della diffusione di uno sport. Quelli della World Rugby ci dovranno fare una pensata.

Un Mondiale che si preannuncia davvero molto bello e frizzante ha dato solo le sue prime lezioni, il bellissimo deve ancora venire. Forza Rugby!

One Comment to: PRIME LEZIONI MONDIALI

  1. baccaglini alfredo

    settembre 23rd, 2019

    Che dire del commento “Nano da giardino ” di un ex nazionale che faceva la telecronaca?