Augustin Pichot, argentino e Vice-Presidente della World Rugby, ha sbottato contro il Ranking mondiale, ovvero quella classifica gestita ad algoritmi che determina la posizione mondiale di ogni Nation.

Insomma il Pichot dopo aver tentato con verve ed accanimento l’assalto alla diligenza del Sei Nazioni proponendo si giocasse ogni anno un “mundialito” al posto dei Test Match estivi, ora prende di mira una “istituzione” del rugby: Rankings World Rugby.

Dice Pichot:”È un ranking fatto male, l’ho detto dal primo giorno in cui sono arrivato in quest’organizzazione. Non ha un ordine, è solo matematica, direi quasi che è solo una questione di marketing”. Ha torto, ha ragione? I boss del rugby mondiale diranno la loro e sarà interessante perchè gli esempi che cita il Vice-Presidente nel proseguo della sua dichiarazione sono fondati ed indiscutibili.

Quello che piace , davvero, dell’Augustin sudamericano è il suo stile, non ha certo timore di toccare le cose “sacre” del rugby anche se tende a darcela un po’ troppo a bere sulla auto-santiificazione dei suoi propositi. Si perchè da queste parti non ci si riesce togliere dalla testa che il fatto che il Ranking sia “troppo marketing” a Pichot non piaccia solo perchè non è il marketing che fa bene a lui ed agli amici suoi.

La considerazione nasce spontanea dopo aver verificato come lui avrebbe gestito il famoso Championship di cui sopra: un travaso economico dall’Europa del Sei Nazioni al Sud del mondo.

Pichot ha ragione sul fatto che il Ranking è tutta matematica e spesso pecca di “intelligenza” sportiva ma tutti sanno bene che una posizione più alta nel Ranking  vale soldi, molti soldi. E’ legittimo quindi pensare che Pichot voglia far rientrare dalla finestra ciò che non è entrato dalla porta, ovvero il risultato economico a cui puntava con l’abortito campionato mondiale estivo.

E l’ultimo  chiuda la porta.

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