Tirate il freno anime belle, puliti e candidi mestatori di finte belle notizie spostatevi, mammoni commossi di tutto il rugby unitevi e fatevi da parte, il rugby per i prossimi dodici mesi potrebbe non essere un posto per voi. Wow !!

Perchè oggi si riparte anche qui e quello che si ha davanti per il prossimo anno del rugby italiano è un fuoco di fila senza precedenti, si parte con i Mondiali e si arriva, giusto circa-quasi il prossimo settembre, alla elezione del nuovo Presidente Federale.

In mezzo c’è un Pro14 con una delle nostre (quella biancoverde) che vuole e potrebbe anche farci vedere come si fa sul serio, un Top12 per pochi intimi e tanti ragazzotti, un Sei Nazioni che sarà presentato come quello della “ripartenza” che sono una dozzina d’anni che si riparte e almeno sei che lo usiamo smaccatamente  come “test di crescita per i giovani”.

E poi c’è una italica classe arbitrale che, “orba di tanto spiro”, tenterà di far finta di essere al top dopo aver toccato in questi mesi il suo minimo storico internazionale (e non solo), e tutti i tecnici federali da quelli venuti dall’Irlanda a quelli dei centri federali che ci spiegheranno per l’ennesimo anno di fila come si fa un progetto di meravigliosa crescita sportiva seguendo le direttive del Presidente (chi glielo dice che abbiamo già visto abbastanza e siamo a posto così?).

I Mondiali andranno benissimo, abbiamo Namibia a Canada davanti, praticamente il nulla, poi c’è il Sudafrica e Coach O’Shea ci ha promesso che vinceremo quella partita lì, se succede sarà un tripudio e, grazie alle anime belle di cui sopra, se non succede lo sarà lo stesso?

Poi ci sarà la campagna elettorale per la elezione presidenziale, ad ottobre avremo il nome di altro candidato rappresentativo oltre a quello uscente ed al suo storico avversario. Ci sarà da stupirsi se il mondo del rugby si dovesse dividere su questo, pare tutto così chiaro.

Quindi care anime belle, da queste parti non vi si lascerà smielare tutto nel nome di chissà quale guarentigia presidenziale, care anime belle qui ci sono i brutti, non siamo cattivi ma brutti si, perchè così dite di noi che raccontiamo quello che vediamo.

Noi “brutti “siamo quelli in mezzo al terzo tempo che non si sentono obbligati  a tirare per forza pacche sulle spalle all’avversario, ci pare sia questo il modo giusto di portargli rispetto, siamo quelli che guardano una partita di rugby sperando di vincerla perchè è uno sport di combattimento e non si combatte “per partecipare” (se poi si perde va bene lo stesso ma….),  siamo quelli che portano rispetto e che lo pretendono: care anime belle non ci raccontate troppe fandonie dopo le partite della Nazionale a noi non ci tirate troppo per scemi perchè  potremmo dirvi che gli scemi siete voi.

Siamo i “brutti”, siamo quelli che pretendono che i professionisti facciano i professionisti, tecnici e giocatori, senza scusanti e pietismi, quelli che sostengono che se qualcosa non funziona va cambiata ed anche quelli che vedono tanti ragazzi giocare, anche fuori dalle accademie, e si ricordano che il rugby è prima di tutto uno sport. Per tutti.

Care anime belle siamo i brutti e ve lo diremo sempre con un sorriso e con la gioia di aver incontrato questo sport (perchè siamo brutti ma mica tristi come voi): a noi piace vedere il nostro rugby crescere. Davvero, però. Quindi forza rugby che è tempo di pane al pane e vino al vino.

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LA SIRENA DELLA POLIZIA

One Comment to: TEMPO DI PANE E VINO, I BEI PROPOSITI DEI “BRUTTI”

  1. Stefano Varotto

    settembre 5th, 2019

    Buona stagione Brutto! Sempre piacevole, preciso, ironico! Imparo sempre tanto seguendo i tuoi articoli sul nostro sport…..tenendo conto che seguo i NERI da quando giocavano Pardies, Presutti, Innocenti..etc etc…
    Stefano (brutto..ovviamente)

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