Cari amici allenatori, curate bene la relazione con i vostri ragazzi. Fateli sentire importanti, non perchè sono bravi a giocare a rugby, ma perché si impegnano per migliorarsi come atleti e come uomini.

Cercate  di “donare” la vostra attenzione, osservandoli, parlando con tutti, specialmente con chi gioca meno o con chi è più riservato/timido. I ragazzi hanno bisogno della vostra attenzione, della vostra complicità, di scherzare con voi.

Usate uno stile cooperativo basato sulla fiducia e sulla ricerca del piacere del gioco, insegnate loro la cultura della sconfitta e della vittoria.

Per essere ottimi allenatori dovete prima essere delle ottime persone.

Tempo fa una persona mi chiese che requisiti dovesse possedere un’allenatore per poter fare bene il suo compito.

Risposi: “Un coach che vuole aiutare i giovani nella difficile fase del percorso formativo deve sviluppare due cose fondamentali :

“vedere quello che non si vede“, cioè capire ed anticipare le difficoltà della fase adolescenziale intervenendo con empatia e stimolando lo sviluppo della loro resilienza.

“sentire quello che non si sente“, creare con i ragazzi un linguaggio emotivo che aiuti il gruppo a costruire quella che è la più bella vittoria del mondo: diventare una squadra!

Buon rugby