In primo piano Cooper dietro di lui Genia, in maglia Rebels

Will Genia e e Quade Cooper, i due fuoriclasse australiani, dopo il Mondiale andranno a giocare in Giappone. E’ il mondo nipponico il nuovo paradiso del nostro rugby? Può darsi e del resto se hanno un Mondiale in casa  significa almeno che il progetto ovale è solido e ben finanziato.

Ma i due wallabies hanno dato un segnale davvero grande perchè la loro destinazione non è uno dei super team della massima categoria di quel paese, il Top League, ma una squadra della seconda categoria giapponese, la loro “serie B”, i Kintetsu Liners.

I due australiani sono coppia di mediana, sono poco più che trentenni ed hanno presumibilmente diversi anni ancora nella fondina ma, qui sta il punto, il loro allontanamento dal rugby australiano non li porta in qualche lido europeo più o meno spensierato ma nell’emergente Giappone. Una questione sicuramente di soldi, tanto per far capire il livello di interesse economico che si muove dietro “l’emergente” rugby giapponese, ed una prospettiva più serena ed a lungo termine, magari come Coach o testimonial.

La storia di questi due australiani di gran nome che scelgono una gita in Sol Levante in Serie B invece del duro suolo europeo come destinazione “finale” pare emblematica del fatto che i giapponesi sono stati capaci di fare “il paese emergente del rugby”.

Nel programmare l’ascesa in questo nostro sport hanno raccolto interesse, soldi, messo in piedi un grande campionato interno, si sono fatti accogliere nel Super Rugby e dopo pochi anni hanno già annunciato di uscirne per concentrarsi sulla propria competizione, sono saliti al decimo posto nel ranking mondiale ed hanno avuto in consegna un Mondiale. Cooper e Genia sono solo gli ultimi grandi campioni che vanno a giocare laggiù ma questi, appunto, ci vanno pure nella seconda categoria.

Emergenti non si nasce, si diventa. Ma ci vuole testa e magari qualche buon dirigente. Banzai.