Parisse va al Tolone, un anno di contratto con quelli del sud dopo la rescissione forzata con lo Stade parigino, da queste parti si era scritto del dissapore profondo con Head Coach Meyer. (clicca qui per leggere).

Così Sergio Parisse, il nostro Capitano Azzurro,  trova casa da Mourad Boudjellal, eclettico imprenditore che ha fatto del suo Tolone uno stellone del firmamento ovale francese ma anche altro. Perchè è inutile negarlo, ci piaccia o no, ma Tolone è anche il “cimitero degli elefanti” del rugby transalpino.

Parisse, classe ’83, finiti i Mondiali sarà lì fra Gorgozde e Lakafia, fra Facundo Isa e Messam, e via con tutti gli altri che fanno del Tolone una delle mete più ambite del rugby europeo. Perchè a Tolone c’è tanta qualità, perchè c’è tanta ambizione, perchè è sempre favorita per qualcosa, perchè pagano piuttosto bene.

Il nostro Capitano ha 35 anni e di finire la carriera con gli screzi contro Meyer non ci teneva davvero ed allora aveva bisogno di un nuovo posto dove fare forse l’ultimo anno di rugby in campo anche se i suoi estimatori giurano sia solidissimo e senza scalfiture. Evviva. Mah.

Parisse va al Tolone ed il sogno di molti tifosi italiani di vederlo finire la carriera nel nostro paese, che lui da tantissimi anni rappresenta al massimo livello, svanisce in un paio di bolle, una rossa ed una nera. Zebre o Benetton, erano gli approdi possibili, con loro un grande Pro14 davanti ma… c’è un ma. Soldi? Anche no.

Sergio Parisse in Italia era un bel gesto? Può darsi ma era prima di tutto un gran bello spot per il nostro rugby, una cosa fatta di sponsor e pienone allo stadio, di interviste e comparsate in televisione e di tanto rugby da vedere con lui al centro, anche solo sessanta minuti o forse meno. Insomma una cosa che si vestiva di marketing fin sopra la testa. Già il marketing nel rugby, in Italia. Ha fatto bene ad andare al Tolone.

Però il sogno era legittimo e forse era anche normale. In tanti, quando hanno visto l’annuncio del Tolone del loro nuovo acquisto hanno percepito la dimensione minore del nostro rugby, incluso quello del Pro14, hanno dovuto accettare che tante “balle” da comunicato stampa che ci raccontano, tanti “successi” arrivati tutti puntualmente da sconfitte, tanti “passi avanti del nostro rugby” ed altri proclami così, non valgono un Parisse qui da noi. Lui le perde già tutte con la Nazionale, forse con noi è a posto così.

Perchè la scelta “Tolone” di questo nostro grande giocatore a fine carriera ci ricorda tutti i nostri limiti, ci riporta con i piedi per terra, ci ricorda che siamo ancora troppo indietro per poter gestire un fenomeno come lui ed ecco che allora questa scelta del nostro Capitano ci regala una nuova occasione per dirgli sinceramente ancora una volta: Grazie Sergio.