Ian McKinley con i “Rugby Goggles”

I Rugby Goggles, occhiali speciali che permettono di giocare a rugby in piena sicurezza per se e per gli altri anche a persone che abbiano problemi agli occhi, sono stati approvati dalla World Rugby a seguito di una sperimentazione su scala mondiale. Da queste parti scatta l’applauso.

La storia di questi occhiali rappresenta l’esempio di forza e tenacia di un irlandese arrivato in Italia senza licenza di giocare e che ha trovato nel nostro “dilettantismo” uno spazio per la sua vita e la sua passione: Ian McKinley.

Ian giocava infatti nel Leinster quando, per un grave incidente di gioco, una tacchettata, gli venne danneggiato un occhio dal quale praticamente non vede più. Era il 2011 e Ian fu costretto dalla Federazione irlandese a smettere il suo rugby.

Arriva allora in Italia ad allenare Udine in Serie C ed è suo fratello che gli procura un paio di occhiali speciali che gli permetterebbero di giocare ancora. La Federazione italiana ha maglie meno strette di quella irlandese e gli viene permesso di giocare con quella maschera sul viso.

Ian può così riprendere il campo e diventare testimonial di quegli occhiali e del fatto che si può giocare a rugby anche con seri problemi agli occhi. Non è una cosa facile, per poterlo fare deve sottoporsi ad allenamenti giornalieri molto particolari per sviluppare la vista laterale, ma il McKinley ama il suo rugby e vuole arrivare fino in fondo.

L’irlandese gioca allora nel massimo campionato italiano con Viadana ed è sempre ottimo, grazie a tanto testimonial anche in Irlanda si apre la porta alla sperimentazione della sua maschera. Questa cosa permette al nostro Ian di giocare anche nel campionato di Pro12 (oggi Pro14) come permit delle Zebre e dal 2016 entra in via definitiva alla Benetton Treviso. Eleggibile dal 2017 viene convocato, lui ed i suoi occhialoni, da Conor O’Shea: ad oggi ha collezionato 4 caps in azzurro.

Oggi questi occhiali, prodotti da una azienda italiana, altro motivo di orgoglio, da Ian richiesti al mondo come soluzione per permettere a chi ha problemi agli occhi di fare sport e di fare rugby, sono una realtà mondiale.

Una storia bellissima per un gran lieto fine. Oggi il rugby sorride di più.