Sergio Parisse è il nostro grande Capitano azzurro, su di lui si basano molte delle speranze di azzeccarne una al prossimo Mondiale, il mito del Sergio (classe ’83) è ancora forte in biancorossoverde ma molto meno in Francia.

Parisse è un giocatore dello Stade Francaise dal 2005, come giocatore ha ancora un anno di contratto ma  il Super Coach del team parigino Heyneke Meyer di rimetterlo in campo non ne ha nessuna intenzione. Parisse vuole ma Meyer no, il Coach sudafricano lo vuole al massimo nello staff. Fine di un sogno.

Parisse lì a Parigi sta scalciando e per la stampa sportiva francese è ormai un caso, un giallo. Il Sergio si è infatti messo decisamente di traverso, su questo lo abbiamo abituato bene in Italia. Riporta la stampa francese che molti dei membri dello staff che erano allo Stade da molti anni sono stati “sublimati” da Meyer e ora Parisse, nel suo momento difficile, si sente  meno a suo agio che in passato ed ottiene decisamente meno ascolto.

Pare che, su questi presupposti, il nostro Capitano azzurro abbia iniziato una forte guerra al Head Coach Meyer, abbia chiesto ed ottenuto in questo senso un colloquio con il proprietario del team di Parigi Hans Peter Wild, pare che in quella occasione il Sergio ne abbia dette di tutti i colori contro Meyer e che quest’ultimo difficilmente lo rimetterà più in squadra.

Due brevi considerazioni vanno fatte. Una un po’ amara una invece decisamente positiva, anzi meravigliosa.

La prima. Il grande Sergio Parisse poteva trovare modi decisamente diversi per arrivare al suo fine carriera, sta tirando decisamente la corda, sta facendo una fine non consona e nemmeno degna del suo vero percorso di grande campione. La colpa in questo senso non può essere che sua, conosce bene come si muove il mondo, il suo mondo ovale  e quello francese in particolare. Poteva gestirsi meglio e magari ricordarsi, prima di cadere in certe polemichette, di essere il nostro Capitano azzurro. Si, lui è un grande ma proprio per questo….

La seconda. Parisse è arrivato in Francia passando per Treviso. Perchè non terminare da dove tutto è iniziato? Potrebbe essere davvero il momento giusto.