Un altro passo avanti sulla concussion, l’Italia del rugby lo farà in occasione dei 5 match di play off del Top12. Bene, benissimo, bis!

Si parla di “concussion”, dei trauma cranici che stanno infestando questo nostro rugby a tutte le latitudini, alcune un po’ di più di altre ma forse solo perchè in troppe delle altre questi incidenti non vengono rilevati e gestiti.

Concussion ovvero quel fenomeno che ” si verifica quando un giocatore riceve un impatto sulla testa o sul corpo che provoca lo scuotimento cerebrale all’interno del cranio”. Detta anche “commozione cerebrale”. Cosa grave se non gestita. Perchè quando si parla di questo tipo di incidenti è già tardi, è già accaduto, non conta più capire come mai, bisogna essere in grado di intervenire. Gestire questa cosa è fondamentale, è il primo gesto dovuto verso i ragazzi che giocano a rugby e per tutti quelli che vi si vogliono avvicinare. Chi va in campo con l’ovale va tutelato e gestire la concussion ha due parole chiave: “riconosci e rimuovi”.

Esistono sul tema norme puntuali emanate da World Rugby che sono contenute in un protocollo internazionale “HIA” (Head Injury Asssessment), una metodologia che di fatto in Italia non era applicata fino alla Circolare Informativa FIR 2018/2019 del 27 giugno 2018 con la quale si disponevano solo alcune norme di piena adesione al protocollo di cui sopra. Una applicazione in effetti parziale ma un inizio che da queste parti abbiamo festeggiato (se vuoi sapere di più clicca qui). 

Oggi allora possiamo raddoppiare i festeggiamenti perchè la FIR ci fa sapere che per i 5 match di Top12 dei play off il protocollo HIA avrà in Italia di fatto piena applicazione.

Infatti la Federazione ci comunica che un medico indipendente FIR sarà presente a bordo campo in qualità di medico di partita, supportato da apposita tecnologia televisiva, con la possibilità di visionare in tempo reale e di rivedere al rallentatore ogni azione di gioco, valutando la necessità di intervenire rimuovendo temporaneamente dal campo in caso di sospetto trauma concussivo il giocatore interessato. Finalmente ci siamo. Ottimo, questa è la strada.

Vincenzo Ieracitano, Presidente della Commissione Medica Federale, fa bene a gioire dicendo:” Con la piena applicazione del protocollo HIA in queste fasi finali, viene mosso un nuovo importante passo, anche dal punto di vista culturale:” Perchè nello sport gli incidenti ci sono, fanno parte del gioco, ma la loro gestione è il vero dovere delle strutture sportive a qualsiasi livello, perchè lo sport è benessere, è salute, è crescita personale, tutto il resto, qualsiasi alternativa è fuori dal suo contesto culturale.

E’ chiaro che la terziarietà del medico di campo ed il pieno supporto tecnologico sono i due elementi fondamentali per “riconosci e rimuovi”. Sono però elementi di costo importanti per un campionato come quello italiano, negarlo è assurdo.

Ma il Top12 inaugura per questa sessione play off la piena applicazione del protocollo HIA e “Il Nero Il Rugby” invita la FIR e fa appello a favore della Federazione per trovare uno sponsor della salute, un Health Title Sponsor che si faccia carico di dare piena applicazione al protocollo HIA per tutto il campionato di Top12 della prossima stagione.

Perchè su questo tema bisogna accelerare, è un preciso dovere del nostro mondo ovale.