Shaun Edwards Defense Coach del Galles.

Si chiama Shaun Edwards adesso ha 52 anni, è uno del Rugby League ed è lì che ha avuto come giocatore la sua maggior fortuna. Oggi ci si occupa di lui, brevemente, perchè è un piccolo esempio di cosa significa “cura dei particolari. Parliamo di Galles.

Attualmente Edwards è infatti il Defense Coach del Galles accanto al pluridecorato Head Coach Warren Gatland con il quale ha una lunga conoscenza. Insomma quando vedete la difesa di quelli in rosso giocare sui cinque metri come fosse una bazzecola il merito è anche e forse soprattutto di questo Shaun, un inglese di Wigan che dopo tanto League aveva cominciato dalla panchina degli Wasps.

Però lo scorso anno Shaun ha detto che sarebbe tornato al League, che si sarebbe seduto su una panchina di quelli in tredici, poi ha avuto delle avances dalla RFU che gli inglesi mal sopportano un tecnico inglese di così grande valore alla corte di una potenza avversaria, poi ha detto che non sa, poi, forse “no League” … Intanto la Federazione gallese gli ha proposto un prolungamento del contratto.

Shaun però non ha risposto a nessuno, non ha firmato, ha fatto sapere tante cose ma forse ha pensato che intanto si fa i mondiali con il Galles e poi vedrà. Troppo facile, ha trovato sulla sua strada Gatland in persona.

Il Head Coach del Galles ha tuonato anche a mezzo stampa dicendo che è scarsamente interessato al contratto di Edwards, ha solo detto che il 27 maggio c’è il raduno dei giocatori per iniziare la preparazione ai mondiali e per quel giorno Edwards deve aver scelto cosa fare da grande altrimenti è “out”.

Gatland ha spiegato letteralmente con poche parole il motivo di questo aut-aut dato al suo Defense Coach:”Non voglio distrazioni“.

Insomma, dal giorno 27 di questo mese ogni altro pensiero diverso all’obiettivo mondiale è bandito dal mondo gallese, ogni deviazione non è concessa, ogni passaggio è programmato. Questo vale per i giocatori ma, evidentemente, anche per tutti i Coach e probabilmente per tutti i quasi 20 collaboratori che assistono Gatland nel lavoro sulla Nazionale gallese.

Professionismo? Non solo. Anche cura dei particolari, voglia di chiarezza, certezza sulla compattezza e concentrazione del team, elemento motivazionale messo al centro, chiarezza dei ruoli, serenità personale del singolo e via così….eccetera eccetera eccetera.

Il fatto che questa “piccolezza”, rimbalzi sulla stampa britannica da giorni dà inoltre il senso del livello di importanza che questi particolari ricoprono anche per il pubblico di quelle latitudini dove certo permissivismo non ha senso e la aspettativa verso il rugby è sempre molto alta.

Forza rugby.