Le notizie sono due e messe vicine danno molto bene la dimensione di dove andiamo noi italiani e dove vanno gli altri. Sempre di dimissioni si parla ma c’è una bella differenza.

ITALIA Partiamo dal Made in Italy con le dimissioni dalla Vice-Presidenza del consigliere FIR Salvatore Perugini, 41 anni, uomo di mischia, 83 caps con la Nazionale, fiore all’occhiello della lista a sostegno di Alfredo Gavazzi all’Assemblea Federale che lo ha eletto Presidente. Perugini se ne va perchè non condivide la politica del Presidente, specialmente per il Sud Italia (desertificato da questa gestione), fa un gesto forte e e dirompente a  cui segue solo il silenzio.

O forse la risposta sono gli schizzi di fango che, contro di lui, partono dal territorio bresciano a mezzo di uno spazio social che rivela notizie sconosciute su “appalti” e gestioni federali del Sei Nazioni. Chissà se è vero e chissà questi signori come l’hanno saputo, come mai questa notizia, se è vera, diventa pubblica adesso.

L’evento delle dimissioni viene infatti comunicato in ritardo dai media FIR, scarno di particolari, nessun commento da nessuno, i regolamenti FIR prevedono infatti che nessuno possa dire niente in nessun caso, figurarsi questo.

Accade un evento importante i cui contenuti andrebbero discussi ed in FIR cala il buio. In realtà è in genere la dimensione, la struttura, la qualità dei contenuti che si agitano in FIR ad essere decisamente bassa. Le dimissioni di Perugini sono inserite in un contesto che arriva giusto fino a qui.

INGHILTERRA – Nella organizzazione della Premiership sono pronti alle dimissioni di McCafferty che lascerà il suo ruolo di amministratore delegato per diventare consigliere di CVC Capital Partners, la società di private equity che ha recentemente acquistato una quota del 27 per cento proprio di Premiership. Lo scrive il “The Times”.

Al suo posto è previsto l’arrivo di Darren Childs, ex Amministratore delegato di UK TV. Avete capito bene, al posto di capo del massimo campionato inglese è destinato un esperto di televisione, di diritti sportivi TV , di ascolti.

Anche In questo caso è la struttura, la qualità dei contenuti e delle decisioni che vengono prese in quell’ambiente, il rugby inglese, a provocare questo tipo di avvicendamento fra persone.

TROVATO LE DIFFERENZE? – Sono due storie completamente diverse, di due mondi però legati entrambi al Sei Nazioni. Queste due “dimissioni” arrivano sulla stampa negli stessi giorni, è impossibile non leggerle insieme, pesare i punti diversi di arrivo e di partenza dei due mondi ovali e capire che non è solo la quantità di soldi o di “sviluppo” che fa cambiare la prospettiva ma anche e soprattutto quella delle persone. La differenza principale sono i dirigenti.

Diceva un noto politico italiano nato a fine ottocento:Le idee camminano con le gambe degli uomini“. Anche avessimo le prime, queste da sole non bastano.

2 Comments to: DIMISSIONI DA RUGBY, ITALY VS UK: TROVA LE DIFFERENZE

  1. Kristian Gatta

    aprile 18th, 2019

    Dove si possono leggere queste spazi social?

  2. Leonardo

    aprile 19th, 2019

    “…al posto di capo del massimo campionato inglese è destinato un esperto di televisione…” e qui è tutto da vedere … che non sia come la finanza nell’industria, quando i grandi esperti di finanza sono entrati in molte industrie le hanno asfaltate e impoverite, come si dice in tempi moderni: ” chi fa golfini… gestisce ponti… che poi crollano”, forse è meglio che ognuno faccia il suo mestiere…… non è una difesa del Paron dalle belle braghe bianche, che ormai la storia ci insegna non essere proprio all’altezza del ruolo, è una critica agli inglesi.