Che stress con queste firme! Si , va bene, siamo nel professionismo ma non se ne può veramente più. Forse la metà delle notizie ovali dal mondo sono quelle dei singoli giocatori che ri-firmano per il vecchio club (notiziona) o firmano per quello nuovo.

La cosa accade anche in Italia ma è decisamente più contenuta per motivi che è inutile ripetere, i livelli di capogiro da firme arrivano dal mondo: Inghilterra, Francia e Super Rugby al sud. E’ tutto un vorticoso girare di notizie di firme su contratti dei quali non si sa però assolutamente nulla se non che sono stati firmati. Al massimo ci raccontano la durata del contratto, solo i maggiori campioni spuntano più di un anno, gli altri… diciamo che ci tengono alla loro libertà oppure la cosa vale per le Società.

Nei contratti ci sono spesso i minutaggi, l’assistenza, lo staff dedicato e mille altre clausole davvero interessanti, incluso lo stipendio del giocatore, le penali ed i casi di penale e via così. A noi dicono solo della “firma”, evidente vogliono farci sapere solo che il personaggio sa scrivere. Il resto nisba.

Ma poi di chi sono tutte queste firme? I nomi davvero noti al grande pubblico nel rugby sono poche decine, le “firme” che per mesi si susseguono su comunicati stampa e quindi su giornali e portali web del rugby a volte sono davvero di semi-sconosciuti. Ma questa cosa fa ormai parte dello spettacolo!

Insomma il rugby comincia a parlare di “firme” che i campionati sono iniziati da un mese e non finisce praticamente mai fino ad un mese dal suo nuovo inizio. “Date” di punta del firmario sono proprio durante il clou della stagione.

Qualcuno ha ragione a chiedersi: ma questi ragazzi vanno in campo pensando alla prossima maglia o a quella che hanno addosso?

Insomma le firme e le ri-firme ormai sono diventate un pezzo del jet-set ovale ed in giro di rugby se ne parla gran poco ma di firme e ri-firme un gran troppo. Si sa che c’è il professionismo e pare che le trattative economiche non si fermino proprio mai.

Calmatevi e prendetevi un dilettantesco respiro, va là che è meglio.